Tipress
La sede di Castel San Pietro
LOSTALLO (GR)
05.10.2016 - 07:470
Aggiornamento : 09:35

Medacta fa retromarcia e sceglie San Gallo

L'azienda rinuncia ad insediarsi a Lostallo. In fumo 15 milioni di investimento e una quarantina di posti di lavoro. Il presidente: «Mi sento preso in giro»

LOSTALLO - Medacta fa retromarcia, volta le spalle a Lostallo e sceglie San Gallo. L'azienda ortopedica ticinese, dopo anni di trattative, ha rinunciato a costruire un nuovo stabilimento nel Comune mesolcinese.

Dopo il nulla di fatto a San Vittore, il presidente della società rivela al Corriere del Ticino il naufragio del secondo progetto nel Grigioni italiano. Progetto che avrebbe creato una quarantina di impieghi con un investimento di circa 15 milioni di franchi. «Mi sono sentito preso in giro. Forse sono io che dò fastidio» - sottolinea un deluso Siccardi.

Scambio di terreno - L'imprenditore della ditta di Castel San Pietro elenca poi i motivi che lo hanno costretto a rinunciare, spiegando come il sedime di 6'000 metri quadrati in zona Camp di Polac era già stato sottoscritto per la durata di 60 anni. Ma la sorpresa era dietro l'angolo. «In accordo con il Municipio e la Swiss Alpine Fish, società che sta realizzando un allevamento di salmoni lì vicino, ci siamo scambiati il terreno».

Zona rossa - Un bel gesto che purtroppo ha avuto conseguenze nefaste, come spiega ancora Siccardi. «L'ho fatto più che volentieri per favorire, in tempi rapidi, l'inaugurazione dell'impianto ittico. Mai mi sarei aspettato, tuttavia, che il nostro sedime finisse in zona rossa, con tutto ciò che comporta in fatto di limitazioni edificatorie».

Ed è stato proprio questo fattore, l'inserimento in zona rossa, a far gettare la spugna al patron di Medacta che ha scelto il Canton San Gallo per edificare il suo nuovo stabilimento. «Geograficamente è in posizione strategica», conclude Siccardi.  

 

Commenti
 
vulpus 3 anni fa su tio
Continuando a gridare al lupo al lupo, si vede il malaffare dappertutto. Medacta è un'azienda solidamente istallata in Ticino. Peccato che politici con le fette di salame sugli ochhi e le orecchie intasate, non hanno saputo agevolare l'ulteriore ampliamento di questa aziena all'avamguardia. E sopratutto in zone già depresse occupazionalmente. Ora piangere sul latte versato servirà a ben poco.
navy 3 anni fa su tio
Il dottor Siccardi non è sicuramente uno che pensa alla pancia degli altri, prima di avere ben riempito la propria. Detto ciò, alcuni comuni Ticinesi e Grigionesi devono fare un bel mea culpa e/o, quanto meno, fare autocritica. Da una parte comuni che, senza arte né parte, lasciano insediarsi "bidoni logistici". Vedasi il comune dell'attuale ministro delle finanze Vitta che, senza scrupolo alcuno, ha lasciato insediarsi una ditta di 150 dipendenti con neppure 10 domiciliati nelle proprie file....... Da l'altra parte, situazioni del genere....... Il Ticino è, oramai, terra di fallimenti. Fallimenti aziendali ma e soprattutto politici. La politica dovrebbe, quanto meno, precorrere i tempi ed anticipare laddove possibile. La politica ticinese, pure vedendo il fuoco incrociato sulle banche e loro inevitabile moria, è andata avanti illudendosi di avere gettiti fiscali dopati e ora è tardi e chi ne farà le spese sono le persone fisiche. Quelle persone fisiche, cioè cittadini, che, a differenza delle aziende hanno poco da delocalizzare...........
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