CANTONE
06.06.2016 - 10:080
Aggiornamento : 11:58

Arretrati in Magistratura, Gobbi: «Serve un pool per regolare le pendenze»

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni inaugura l’anno giudiziario e non vede l’ora della riforma della giustizia

LUGANO - Nel 2015 la Magistratura ticinese ha evaso 46’000 incarti. E questo è valso ai magistrati i complimenti del consigliere di Stato Norman Gobbi che è intervenuto oggi a Lugano all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Ma, per poter giudicare meglio in futuro il lavoro del potere giudiziario, il ministro ha chiesto in futuro altre unità di misura, non solo la quantità di lavoro. « Mi riferisco segnatamente ai parametri della durata delle procedure e alla “stabilità” delle decisioni, con riguardo sia alla percentuale delle sentenze impugnate rispetto a quelle emesse, sia alla percentuale dei casi di conferma della decisione nel successivo grado di giudizio», ha detto. Insomma, va bene se si lavora tanto, ma come si lavora?

Pool anti-arretrati - Non è un segreto che in Ticino, per quante pratiche vengano smaltite, rimane sempre un carico eccessivo di arretrati (questo nonostante la quantità di straordinari accumulati da chi lavora nei palazzi della giustizia). «Faccio appello alla solidarietà tra autorità giudiziarie tutte, affinché vengano destinate temporaneamente, tramite trasferimenti interni, le risorse sufficienti allo scopo di ridurre le pendenze. È questo il cosiddetto sistema del “pool dei cancellieri o dei giudici”, Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento delle istituzioni Pagina 5 N che è in uso nei tribunali federali e in alcuni tribunali cantonali, sistema promosso altresì dalla Divisione della giustizia nei vari uffici che la compongono».

Giustizia 2018 - Norman Gobbi ha poi parlato del progetto Giustizia 2018 che vuole riorganizzare tutto il sistema giudiziario ticinese. Durante l’estate arriveranno i primi rapporti importanti sul tema: consultazione su una nuova autorità penale delle contravvenzioni, il rapporto sugli onorari dei magistrati e verrà messo su carta il progetto di riorganizzazione del Ministero pubblico e del Tribunale d’appello. In questo ambito il consigliere di stato ha parlato anche di digitalizzazione. «Anche la Giustizia ticinese dovrà confrontarsi nei prossimi anni con le implicazioni dell’evoluzione tecnologica. Il Dipartimento intende emanare una normativa riguardante l'archiviazione degli incarti per permettere anche lo spurgo degli archivi esistenti. Occorrerà poi implementare la comunicazione elettronica tra i cittadini e le autorità giudiziarie, o meglio la trasmissione per via elettronica di atti scritti quali citazioni, decisioni o allegati di causa. Anche il notaio diventerà “digitale”».

Commenti
 
Paolo Scarduelli 3 anni fa su fb
I buoni propositi, non mancano mai......sono i buoni risultati a volte a mancare......
vulpus 3 anni fa su tio
Fa parte delle misure di risparmio. Uno fa cassetta l'altro spende.
Gus 3 anni fa su tio
Che tutto ciò non diventi una scusa per, in perfetto stile leghista, assumere nuovo personale. Bisogna lavorare meglio e con procedure più semplificate.
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