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LUMINO
24.05.2016 - 06:030
Aggiornamento : 09:00

Blitz top secret al Lumino’s: una talpa avvertì Girardi

Il direttore del postribolo sopracenerino nel 2013 sapeva dell’incombente retata, addirittura prima di alcuni agenti di polizia coinvolti. Chi ha parlato?

LUMINO - «Sto per darti una bruttissima notizia [...] io so da fonte fededegna che questi verranno a rompere i coglioni, a sigillare tutto. A partire da settimana prossima tutto è buono», con queste parole Luigi Girardi, la notte tra il 27 e il 28 luglio 2013, fu avvisato di un'imminente retata al Lumino's da parte della sezione Teseu della Polizia Cantonale. Il blitz ha poi avuto luogo verso le 18 di lunedì 29 luglio. La conversazione continua: «Dovresti chiuderlo per un paio di settimane di vacanza, così li spiazzi. Perché loro per fare un intervento di chiusura hanno bisogno di una marea di uomini». La risposta di Girardi lascia presagire che non chiuderà e, anzi, l’operazione non andrà liscia come si vorrebbe: «Ne vedrai di belle, ne vedrai, speriamo che vengano a mettere i sigilli». Queste parole sono contenute nella sentenza della Corte d’appello e revisione penale che lo scorso febbraio ha confermato la condanna a Girardi per aver tentato di minacciare il compianto consigliere di Stato Michele Barra, riducendo la pena da 24 a 21 mesi. Si tratta della trascrizione di una registrazione rinvenuta in uno degli smartphone di Girardi, sequestrati proprio quel giorno.

L’informatore - La procura ha identificato la voce che avvisa Girardi in quella di un noto personaggio che orbita attorno al mondo giudiziario ticinese, occupandosi di strategie di riduzione del danno e consulenza per coloro che rimangono impigliati tra le maglie della giustizia. Stando a nostre informazioni, il diretto interessato avrebbe negato davanti al procuratore di aver pronunciato queste parole. L’informatore, è circa l’una del 28 luglio, non manca di commentare l’operato della Magistratura: «Il pg ha fatto una figura [...] con la sua strategia del chiudiamo tutto. E ha tutti gli interessi a tirare i remi in barca». Ma chi ha rivelato a una persona esterna i dettagli di un’operazione di polizia tanto riservata?

Operazione top secret - Il Lumino’s, era noto, stava dando dei grattacapi al Municipio di Lumino e al Cantone, un intervento era quindi nell’aria. Quando il dossier arrivò nelle mani della sezione Teseu, però, il livello di riservatezza fu innalzato. Per un’operazione simile servono molti uomini ma, si legge nella sentenza, non tutti gli agenti sapevano cos’avrebbero fatto lunedì 29 luglio 2013. Erano solo stati convocati per l'entrata in servizio. Qualcuno, la «fonte fededegna» di cui parla l'informatore, sembrerebbe non essersi attenuto al silenzio. Chi? A questa domanda dovrebbe rispondere un’inchiesta per violazione del segreto d’ufficio, secondo l’articolo 320 del Codice penale e, prima di tutto, bisognerebbe capire quali autorità erano state informate dell’imminente intervento.

«Ne vedrai delle belle» - L’aveva detto Girardi, che non sarebbe stato a guardare. E così fu: il lunedì, quando la Polizia cantonale si è presentata a Lumino, le ragazze erano nelle proprie camere e sono risultate tutte in regola. Anzi, è stato il direttore del locale a sporgere denuncia contro gli agenti per una corposa lista di reati (lesioni semplici, diffamazione, calunnia, minaccia, coazione, violazione di domicilio, denuncia mendace, sviamento della giustizia e abuso d’autorità) e a presentarsi davanti alla stampa con tanto di certificato medico e collarino cervicale. 

«Non si configurava il reato» - La violazione del segreto d’ufficio è un reato perseguibile d’ufficio, per cui gli inquirenti sono tenuti ad avviare gli accertamenti quando ne hanno notizia (in questo caso, verosimilmente, già nel 2013). Abbiamo chiesto alla Magistratura se queste indagini sono state fatte. «Non si configurava il reato di violazione del segreto d’ufficio», ci hanno risposto. L’Ufficio stampa della Polizia cantonale, invece, ha preferito non esprimersi «vista la mancanza di riscontri oggettivi».

Domande - Le parole dell’informatore di Girardi, però, appaiono poco fraintendibili. Ha addirittura consigliato di chiudere per alcune settimane un esercizio pubblico alquanto redditizio. Alcune domande sorgono spontanee: perché non si è cercata la talpa? Di fronte alle evidenze fornite da una sentenza della Corte d’appello, per la tranquillità e la sicurezza degli agenti che operano interventi delicati, non sarebbe il caso di fare chiarezza?

Commenti
 
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moonie 5 anni fa su tio
chiedetevi perché il lunedì sera di retate non se ne fanno.
miba 5 anni fa su tio
Non mi meraviglio più di quel tanto...tutto il mondo è paese...
Gus 5 anni fa su tio
Perché non si è cercata la talpa? Forse perché si andrebbe a colpire qualcuno di importante all'interno dei dipartimenti interessati,? E chi sono i direttori di tali dipartimenti?
SSG 5 anni fa su tio
@Gus non era stato anche filmato un funzionario statale con tanto di conto di superalcolici in sospeso nella stanza vip ?

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