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CANTONE
24.09.2015 - 15:260

Divide l'apertura generalizzata del 27 dicembre

L'Ocst ha fatto ricorso in merito alla richiesta di Federcommercio

BELLINZONA - Federcommercio e Ocst si sono scontrati in merito all’apertura generalizzata di domenica 27 dicembre, dopo l’approvazione alla richiesta da parte del Dipartimento delle finanze e dell'economia.

Federcommercio ha motivato la proposta sostenendo che senza questa apertura speciale “ci sarebbero tre giorni consecutivi di chiusura (25, 26 e 27 dicembre), un periodo troppo lungo soprattutto per il comparto alimentare che causerebbe problemi di approvvigionamento”, scelta che incrementerebbe “gli acquisti oltre frontiera”. L'Ocst ha presentato ricorso.

La nuova Legge - Contro la Legge, approvata dal Parlamento lo scorso mese di marzo, è stato lanciato un referendum da parte del sindacato Unia. Secondo Federcommercio “frutto di un cammino tortuoso questa legge non rappresenta nessuna rivoluzione ma è un tassello importante e un compromesso equilibrato volto a migliorare le condizioni quadro in cui il settore è chiamato ad operare. È una timida revisione dell'ormai obsoleta legge, che risale al 1968, ma che resterà comunque tra le più restrittive in Svizzera. Infatti, gli orari giornalieri di chiusura verrebbero estesi fino alle ore 19.00 dal lunedì al venerdì e fino alle 18.30 il sabato; verrebbe mantenuta l'apertura del giovedì fino alle 21.00”.

I timori di Federcommercio - Federcommercio tiene a sottolineare che bocciando la legge bisogna essere consapevoli che le attuali deroghe per le aperture serali e festive ben difficilmente sarebbero ancora concesse mettendo in difficoltà commercianti e a rischio posti di lavoro. “Ricordiamo che la legge federale prevede già oggi l'apertura dei negozi durante quattro domeniche, una possibilità che in Ticino non viene sfruttata. Anche la nuova legge in votazione il prossimo 26 febbraio prevede l'apertura durante tre domeniche, uno dei tanti compromessi raggiunti in Parlamento per far approvare la legge. Malgrado ciò non si è potuto evitare il referendum. Ancora una volta hanno prevalso aspetti ideologici che non portano benefici né ai commercianti né ai dipendenti”.

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