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BLENIO
30.04.2015 - 11:220
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Agricoltori contro il lupo: "La sua vita vale più di 25 pecore?"

La Società agricola Bleniese chiede alle autorità di intervenire per il lupo in valle Malvaglia

BLENIO - La Società agricola Bleniese ha preso atto "con grande preoccupazione" della presenza accertata di "un feroce lupo" in Valle Malvaglia, che ha già causato la perdita verificata e sicura di almeno tre animali a un allevatore della zona.

"La situazione - si legge in una nota odierna - è ulteriormente preoccupante perché nei prossimi giorni dovranno salire sui pascoli della nostra valle un numero considerevole di animali tra pecore e capre, dato che le scorte del foraggio invernale sono agli sgoccioli e gli animali scalpitano per finalmente uscire al pascolo a consumare l’erba fresca e migliore per le loro esigenze".

L'Associazione si dice da sempre contraria alla reintroduzione dei grandi predatori nelle nostre regioni: "ci siamo quindi attivati con le autorità competenti, per individuare delle misure per salvaguardare gli animali da possibili nuovi attacchi".

Le possibilità di difesa da parte degli allevatori, tuttavia, sembrerebbero sono molto limitate. "La recinzione notturna e la sorveglianza continua delle greggi è impossibile da praticare specialmente in questo periodo, data la grande dispersione e il numero elevato di animali - prosegue l'Associazione -. Siamo nuovamente di fronte, come successo in altre zone del Cantone, a una messa in pericolo di un’attività che consente, oltre al sostentamento di diverse famiglie contadine, il mantenimento di un territorio e paesaggio, altrimenti soggetto al completo abbandono a favore di un bosco sempre più fitto e dopo pochi anni inaccessibile alla popolazione".

L'Associazione ribadisce la propria opposizione a quello che definisce un "assurdo modo di pensare di diversi ambienti che, per lo più hanno perso il contatto e la percezione di cosa significhi vivere e operare nelle nostre zone e, per lavarsi la coscienza, applaudono al ritorno di questi predatori come a un successo". "Non è accettabile che un lupo valga più di 25 pecore e nessun allevatore è disposto a barattare la vita dei suoi animali con un indennizzo in denaro, sull’altare di una visione distorta della natura che proviene da comode scrivanie situate spesso lontane dal centro del problema", prosegue la nota.

Alle autorità competenti a tutti i livelli viene chiesto di adoperarsi in ogni modo per risolvere alla radice il problema.

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