LUGANO
21.01.2015 - 19:040

Kessel e Sozzi non sono in… cordata

Dario Kessel attacca Alessandro Sozzi, direttore di Lugano Airport

LUGANO - Sullo scalo luganese ci sono ancora molte nubi dopo la dipartita della tratta Lugano-Zurigo da parte di Ethiad Regional. Infatti, anche la cordata di imprenditori interessata ad accaparrarsi l’affaire aeroporto sta per mollare il colpo. Le cause possono essere legate alle recenti vicissitudini della compagnia aerea di Abu Dhabi? Oppure dietro all’imminente dietrofront ci sono ragioni “politiche”? Ne abbiamo parlato con Dario Kessel (membro della cordata) e il direttore di Lugano Airport Alessandro Sozzi

La cordata si è scocciata, parola di Dario Kessel

“Il mio pensiero è semplice – sostiene Kessel –.Non c’è niente di nuovo o di anomalo nella decisione di Etihad. Non era infatti possibile continuare operare con due vettori su una tratta che era già perdente in partenza. Mettere insieme la Darwin con la Swiss non poteva altro che creare un bel puré di patate. Tra un po’, inoltre, Swiss coprirà la Lugano-Ginevra… Ethiad smetterà di volare anche lì. Terranno botta qualche mese, ma poi….”. Oltre alla compagnia aerea, anche gli imprenditori interessati all’aeroporto di Lugano-Agno, sembrano passare un periodo turbolento: “Il nostro gruppo è un po’ stufo, nessuno ci risponde. Sapete perché? Perché Sozzi sa che se prendiamo in mano l’aeroporto lui perde il suo posto, e di conseguenza il Municipio perde la faccia. Il direttore viene dunque sostenuto solo perché non c’è nessun’altra alternativa. Noi, dalla lettera spedita a ottobre al Municipio, non abbiamo mai più sentito nessuno dell’Esecutivo. Hanno temporeggiato troppo e continuano a farlo”. E punta ancora il dito contro Sozzi: “Per vie traverse abbiamo capito che Sozzi, Bianchi e Jelmini sono andati a Emmen dalla Ruag. Hanno chiesto se erano disposti a finanziare il loro progetto. Chiaramente la Ruag è un operatore, non un investitore. Noi, invece, siamo un gruppo compatto, tutti compagni di scuola. Siamo una generazione che pensa in un certo modo, che funziona. Gli altri non hanno mai dimostrato niente. Noi non vogliamo, inoltre, governare l’aeroporto, abbiamo solo una visione di un certo tipo. Posso, tra l’altro, tranquillamente dire che non c’è nessunissima altra cordata che è disposta a lasciare qui i quattrini per far mangiare Sozzi. Se loro hanno però qualcun altro… ben vengano!”

La dura replica di Sozzi

In merito Sozzi rimanda le critiche al mittente: “Premesso che la cessione di quote pubbliche, e la gestione della privatizzazione è di competenza esclusiva dei soci (la Città dunque), sono sicuro che il Municipio abbia risposto alla cordata di imprenditori – ci dice Sozzi –. Forse avrà risposto in un modo da loro non auspicato. Loro, infatti, desideravano avere una trattativa individuale fatto, questo, che è proibito dalla Legge organica comunale. Un processo del genere necessita infatti di un concorso. Ho certezza, dunque, che la Città in accordo con il CdA e la Airport Sa stia attivando in quella direzione, nella preparazione di un concorso pubblico. Le dichiarazioni relative alla mia persona mi sembrano un delirio, frutto di una mania di persecuzione”. Ma avete o no incontrato i vertici della Ruag? “Un incontro con la Ruag? Non corrisponde al vero, è indice di atteggiamenti deliranti, falsi e parossistici. È vero esattamente il contrario. A più riprese la famosa cordata ha speso il prestigio del brand Ruag dicendo nemmeno tanto tra le righe che fosse addirittura il capofila del gruppo. A mezzo stampa, tramite voi, Ruag ha invece ribadito che è un operatore interessato allo sviluppo dell’aeroporto ma che è un… inquilino, Noi ad oggi non siamo mai andati ad Emmen a parlare con la Ruag ma ci sarà l’intenzione di farlo per avere un’interlocuzione diretta e non mediata con uno dei principali operatori aeroportuali. Una “nostra” cordata non esiste”.

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