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PREGASSONA
14.11.2014 - 06:080
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Tre generazioni a caccia di fossili, di minerali e… di ragazzi

Sabato la 43° mostra organizzata dal club, 180 soci: 17 appartengono alla stessa famiglia. Ma i giovani sono sempre meno: "Per questo organizziamo corsi alle elementari"

PREGASSONA - Lui ci scherza su. "Come dico io, mi seguono per forza". Però è con soddisfazione che dà i numeri. "Siamo partiti in due, oggi siamo 17". Nel 1974, quando il club Cercatori minerali & fossili Ticino fu fondato, erano lui e la moglie. Adesso ci sono anche i quattro figli, i rispettivi coniugi, i sette nipoti: "Di 24 anni, 20, due di 14, 12, 11". Su 180 iscritti, fanno quasi il 10%.

Una famiglia di appassionati: succede, quando il capostipite è il presidente. Franco Brughera, 89 anni e la stessa voglia di un tempo di cercare con scalpello e mazza, non si rassegna all’evidenza. "Soltanto qualche anno fa, i ragazzi erano molti di più". Organizza corsi in 22 scuole elementari del Ticino, sei lezioni complessive, per provare a trasmettere entusiasmo e conoscenza. "Dodici, massimo 15 allievi per volta. E sì, trovo persone molto interessate. Ma poi...". Poi sono pochi quelli che partecipano alle escursioni, che diventano membri attivi. "E pensare che il Ticino è una delle zone più ricche della Svizzera".

Presidente, come mai?
"Oggi i ragazzi hanno molte più alternative di una volta. Preferiscono dedicarsi allo sport. Guardiamo solo quanti allievi ha il calcio. Un’attività che può anche diventare una fonte di guadagno".

Anche i minerali hanno mercato
"Vero. E quando lo capiscono, qualcuno inizia a cercare per far soldi. Ma non è questo lo spirito dell’associazione. Il nostro scopo è lo studio, la ricerca".

Argomenti poco attraenti?
"Loro mostrano anche dell’interesse sincero. Ma poi ci sono i genitori. Molti non amano la montagna. Meglio le gite sul lago, dicono".

Non sarà anche che la montagna fa un po’ di paura?
"Senza dubbio. Le escursioni sono faticose. E la montagna è ricca di pericoli. Bisogna conoscerla bene prima di partire. Al di sotto dei 15 anni, non si può partecipare se non si è accompagnati. Fortunatamente, di incidenti gravi in Ticino se ne contano pochissimi, a differenza della Svizzera interna".

Cosa deve sapere chi vuol diventare cercatore?
"Anzitutto, è fondamentale la conoscenza del territorio: che cosa c’è nel sottosuolo. Tutti conosciamo la natura che sta sopra, ma ignoriamo quella nascosta. Poi insegno la storia, parlo delle pietre grezze, dei minerali, l’oro, i meteoriti. Anche la geometria è importante, la chimica e la fisica, ma sono materie che non funzionano coi giovani. Porto i minerali: perché a un ragazzo non basta ascoltare, deve anche toccare con mano. Faccio una panoramica generale che permette di capire chi è davvero portato".

E quando trova qualcuno, che cosa fa?
"Spero che continui. Ma se non accade, aspetto. Faccio in modo di andare a recuperarlo quando avrà 16-17 anni. Tengo il nominativo e lo ricontatto".

L’ultimo ragazzo che si è iscritto?
"Non saprei. Ma c’è viene alle escursioni. Vent’anni, non di meno: sono ancora ragazzi?"

E le donne?
"Poche. Ma le mogli accompagnano i mariti".

Scuole?
"Qui non ce ne sono. Bisogna andare in Svizzera interna. I professori neanche vogliono portare gli alunni al museo del monte San Salvatore. Purtroppo è più visitato dalle scuole d’Oltralpe che da quelle ticinesi".

Qualche altra idea per provare a coinvolgere le giovani leve?
"Ho cominciato ad applicarmi alle diapositive 3D. Sono molto apprezzate, soprattutto all’estero".

Quanti visitatori si aspetta alla mostra?
"Anni fa era molto più attrattiva. Arrivavano anche 1 200 persone. Oggi 700, 800".

Perché venire a vedere la 43a edizione?
"Perché ognuna è diversa dall’altra. Quest’anno ci saranno 38 espositori. Ci sarà una vetrina con i fossili, un’altra di pietre preziose, il sabato dalle 10 alle 18 e domenica fino alle 17, al capannone delle feste di Pregassona. Sarà una mostra mercato".

Lei cosa venderà?
"Io non vendo. Ho impiegato anni a raccogliere minerali, non voglio certo liberarmene".

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