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TICINO
15.08.2012 - 18:140
Aggiornamento : 14.11.2014 - 02:53

"Non prenderei sotto gamba le minacce degli animalisti"

Rimossi i corvi morti, Armando Besomi commenta il polverone di questi giorni

BELLINZONA - I corvi che stanno facendo dibattere mezzo Ticino sono stati rimossi dal loro lugubre appostamento, come spiega il presidente della Società protezione animali di Bellinzona, Armando Besomi. "Dovrebbero già essere stati rimossi su ordine del veterinario cantonale" spiega Besomi. "Perché noi abbiamo fatto un rapporto al veterinario e lui ha detto che avrebbe provveduto. È lui che sa chi sono i proprietari."

I proprietari verranno puniti?
"Non so. Noi abbiamo passato il caso al nostro legale, che adesso guarderà. Ma non mi sembra che ci sia una violazione della legge, è piuttosto una questione di decenza."

Quindi non è vietato in sè esporre corvi morti?
"È vietato esporre animali morti, questo sì. Però non è così grave. Solo che il fatto di esporli non serve a niente. Noi abbiamo le fotografie di un caso simile avvenuto una decina di anni fa nel Mendrisiotto e queste fotografie dimostrano che i corvi vengono giù e mangiano i loro consimili. Nel suo istinto il corvo mangia tutti i cadaveri."

Perché ci sono così tanti corvi sul Piano di Magadino?
"La colpa è dell'uomo, perché ha creato la discarica del Pizzante. Il corvo può stare anche tre anni senza fare nidi, quando non c'è tanto da mangiare. Quando invece trova tanto da mangiare nidifica e alleva la prole, perché pensa che i piccoli trovano subito tanto da mangiare. Lì alla discarica del Pizzante hanno fatto tanti nidi, ma poi hanno coperto la discarica e gli animali sono rimasti senza cibo. Il corvo è monogamo, vive fino a quasi cent'anni sempre con la stessa corva. Però possono avere cinque o sei figli all'anno. Se lei guarda, tutte le mattine verso le 5 ci sono centinaia di corvi che vanno da Chiasso fino alla Nufenen alla ricerca di cibo."

Quindi il problema dei corvi c'è, è reale.
"Sì, c'è. Cinque anni fa abbiamo fatto una riunione con il Dipartimento del Territorio e i rappresentanti dei contadini. Sono venuti anche quelli della Svizzera tedesca, perché il problema dei corvi ce l'hanno anche sull'Altipiano. Però lì nessuno si sogna di esporre i corvi morti."

Loro come combattono il problema?
"Ci sono dei mezzi tecnici, per esempio un grande pallone con del gas che va su e li spaventa. Solo che qui nessun contadino ha pensato di utilizzarlo."

Come mai?
"Non so perché non l'hanno fatto, qui in Ticino preferiscono ammazzare quei due o tre corvi e poi attaccarli su. Adesso noi vogliamo sapere chi ha ucciso i corvi e come sono stati uccisi, perché tre-quattro anni fa avevamo scoperto che venivano uccisi a randellate, con un bastone. E questo è proibito dalla legge."

Loro dicono di avere avuto un'autorizzazione.
"Sì, ma il Cantone non autorizza ad esporli. Qui bisogna vedere se sono loro che hanno fatto il lavoro e se effettivamente è stato l'ufficio caccia e pesca. Io sto attendendo la risposta, dovrebbe arrivare entro breve. Se sono stati gli orticoltori a uccidere gli animali, allora scatterà la denuncia penale."

Il corvo è stato dipinto unicamente come un problema. Ha anche delle "virtù"?
"Nei prossimi giorni mando un grosso articolo con tutto l'istoriato dei corvi, quando seguivano i treni sulla linea del Gottardo per mangiare i rifiuti del cibo che gli italiani, in modo particolare, quando erano in viaggio buttavano dal finestrino. Il corvo ha una funzione enorme. Quando i cervi sono malati, si avvicinano al fiume per morire. Ma dopo restano lì e rischiano di inquinare l'acqua, come era successo a Zermatt dove un camoscio aveva inquinato tutto l'acquedotto. Se un corvo trova un cadavere, chiama gli altri e in quattro e quattr'ott puliscono lo scheletro. I corvi hanno un ruolo molto importante, non bisogna vedere solo le insalate e le cipolle, bisogna considerare la situazione nel complesso."

Per concludere, lei compra ancora verdura ticinese?
"Certo, per l'amor del cielo. Io sono il primo che sostiene l'agricoltura e i prodotti ticinesi. È una reazione sbagliata quella di non volerne più comperare. Però anche lei sa come sono gli animalisti ticinesi, sono estremi. Se prendono una decisione la prendono. Ho letto che è stato minacciato il presidente degli orticoltori: io non prenderei sotto gamba un messaggio del genere. Io mi ritengo un animalista, ma che agisce nella legge e porta avanti un messaggio di bontà. Ci sono anche quelli estremi, però, che passano subito alle vie di fatto. Non vorrei che succedesse qualcosa."

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