TICINO
27.03.2012 - 18:020
Aggiornamento : 18.11.2014 - 07:01

"Eutanasia passiva e suicidi assistiti in Ticino: quanti e quali casi?"

LUGANO - Arriva da Michele Guerra (Lega dei Ticinesi) l'interrogazione che vuole fare chiarezza sui casi di eutanasia passiva e suicidi assistiti.

Stando alle informazioni dell'ATS, i dati dell'Ufficio Federale di Statistica riporterebbero un forte incremento dei suicidi assistiti in Svizzera. Nello specifico si indica che da meno di 50 casi nel 1998 si è passati a ben 300 nel 2009.
Così riferisce l'ATS: “Nel periodo 1998-2009, il 90% delle persone che hanno fatto ricorso all'assistenza al suicidio aveva almeno 55 anni e solo l'1% aveva un'età inferiore ai 35 anni.” Aggiungendo pure un dato certamente preoccupante: “La depressione è stata indicata quale malattia iniziale nel 3% dei casi ...”

Alla luce di queste considerazioni, Guerra pone al Consiglio di Stato le seguenti domande:

1.    Quanti sono i suicidi assistiti riportati in Ticino sull'arco degli ultimi dieci anni?
2.    Come valuta il lod. CdS questo trend di forte crescita in Svizzera?
3.    Corrisponde al vero che in determinati casi riguardanti anziani colpiti da eventi molto pesanti (ad es. ictus) e non più in grado di interagire con il mondo esterno, taluni medici o talune strutture di cura, magari in accordo con i parenti, sono risultate impiegare un approccio palliativo con antidolorifici, escludendo però il nutrimento per via venosa o per via esofagea, accompagnando quindi alla morte?
4.    Rientra detto approccio nella terminologia di “eutanasia passiva”?
5.    In tal caso esiste un monitoraggio di questi casi? Se sì, quanti sono i casi riportati in Ticino negli ultimi dieci anni?
6.    In caso contrario, sarebbe possibile l'impiego di una notifica ufficiale in questi casi?
7.    Reputa il lod. CdS, detto approccio corretto? Sarebbe auspicabile maggiore informazione in grado di permettere l'impiego della facoltà di scelta da parte del malcapitato?
8.    L'obbligo di prestazione da parte del medico impone la salvaguardia della vita umana in tutte le condizioni: un medico che dovesse agevolare l'avvicinarsi della morte opera correttamente?
 

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