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GRIGIONI / TICINO
01.03.2012 - 19:290
Aggiornamento : 06.11.2014 - 19:08

"La sicurezza al San Bernardino non verrebbe garantita"

Mario Cavigelli, direttore del Dipartimento Trasporti del Canton Grigioni, sul tema risanamento e chiusura del tunnel del San Gottardo

COIRA - "Per evitare l'isolamento del Ticino ci vuole il secondo tunnel". E’ in fase di mobilitazione il movimento dei favorevoli al raddoppio della galleria stradale del San Gottardo nel nostro Cantone. Il comitato è presieduto da rappresentanti di spicco del centro-destra ticinese: Fabio Abate (Consigliere agli Stati PLR), Marco Chiesa (gran consigliere UDC), Filippo Lombardi (Consigliere agli Stati PPD), Lorenzo Quadri (Consigliere Nazionale Lega), Fabio Regazzi (consigliere nazionale PPD). A Berna il 14 marzo, nei pressi della Piazza federale, è prevista, a mezzogiorno in punto, la consegna della petizione intitolata "Per il completamento del Gottardo - No all'isolamento del Ticino". Per l’occasione, dal Ticino è stata organizzata una trasferta di gruppo gratuita in autobus, che partiranno da diverse località cantonali.

Il manufatto deve essere risanato, integralmente, tra il 2020 e il 2025. Il Consigliere federale Doris Leuthard, a cui spetta la competenza dei trasporti a livello federale, lo scorso 24 febbraio ha convocato a Berna i rappresentanti dei Cantoni Ticino, Uri, Grigioni e Vallese per fare il punto della situazione. E' stato il terzo colloquio nel corso degli ultimi tre anni. Un incontro che si è tenuto durante i giorni in cui a tener banco è stata la proposta di economiesuisse di costruire con un finanziamento privato la seconda galleria e di introdurre un pedaggio di 21 franchi a passaggio.

Una proposta che non ha trovato consensi. Né a Berna né tra i cantoni interessati. Le autorità hanno bocciato su tutta la linea l'opzione di economiesuisse. Il pedaggio di 21 franchi è considerato troppo caro. Ma questa non è l'unica ragione del rifiuto.

No al pedaggio, le ragioni del ministro dei trasporti grigonese Mario Cavigelli - E' stato Mario Cavigelli, direttore del dipartimento delle costruzioni, traffico e foreste del Canton Grigioni, a spiegarci le ragioni per cui l'introduzione di un pedaggio è ritenuto praticamente impossibile. "La costruzione di una galleria autostradale - spiega Cavigelli - è fondamentalmente un compito assegnato all'ente pubblico. Ciò significa che la costruzione di una strada nazionale è di competenza della Confederazione. Confederazione che è tenuta ad assicurare un servizio di interesse pubblico a lungo termine, in modo decisamente più incisivo rispetto a un gruppo di investitori privati. In questo caso gli investitori privati potrebbero e dovrebbero in tutti i modi essere legati a un contratto di prestazione di servizio pubblico. Il loro impegno resterebbe tuttavia improntato su sole ragioni di tornaconto economico. Negli ambiti in cui si è chiamati ad adempiere contratti di interesse pubblico, fondamentali ai fini della coesione nazionale, preferisco che le piene competenze e di responsabilità di controllo restino alla Confederazione. Sono contrario all'introduzione di un pedaggio per il solo asse della galleria stradale del San Gottardo, in quanto avrebbe delle ricadute negative sulla ridistribuzione del traffico e penalizzerebbe le altre strade di attraversamento alpino come il San Bernardino".

L'articolo 84: merci dalla gomma alla ferrovia - Parlando di pedaggi e di traffico, Cavigelli ricorda la costituzione e l'articolo 84: "La politica nazionale in materia di traffico si basa su una legge costituzionale, la numero 84, in cui viene stabilito che il traffico pesante deve essere spostato dalla strada alla ferrovia. E un trasferimento da una strada a un'altra, cioè tra assi alpini, non sarebbe confacente allo scopo fissato a livello costituzionale. Perché è certo che è questa la situazione che verrebbe a crearsi, se dovesse diventare più caro l'attraversamento del tunnel del San Gottardo. Questo perché, oltre al bollino autostradale e la tassa sul traffico pesante, le misure che verrebbero adottate per incassare il pedaggio sull'asse del San Gottardo, avrebbero come conseguenza un maggiore dispendio di tempo per gli utenti".

Pedaggio al San Bernardino? "No, il tunnel collega Mesolcina e resto dei Grigioni" - A Cavigelli abbiamo chiesto se per il San Bernardino non sarebbe ipotizzabile il pagamento di un pedaggio. Anche in questo caso la risposta del ministro dei trasporti è chiara: "Sono contrario. Il tunnel del San Bernardino rappresenta l'unica cerniera di collegamento cantonale tra la Mesolcina, la Valle Calanca e il resto del Cantone dei Grigioni. Il San Bernardino, quindi, non ricopre soltanto un collegamento di valenza nazionale, ma anche di grande importanza cantonale".

Governo retico per il raddoppio del tunnel - Infine Cavigelli ribadisce la posizione del governo retico in merito al raddoppio:"Il Canton Grigioni si è espresso più volte a favore della costruzione di un secondo traforo e ha sempre appoggiato il Canton Ticino. La posizione del Governo è stata accolta dal parlamento cantonale da una maggioranza schiacciante anche in occasione dell'ultima votazione, avvenuta circa un anno fa".

No alla chiusura del San Gottardo - Secondo Cavigelli, lo scenario di un tunnel del San Gottardo chiuso per 900 giorni è improponibile: "Il San Bernardino, rispetto all'asse del San Gottardo, si presenta con una strada del passo con un dislivello di altitudine di circa mille metri (Soazza/Thusis - San Bernardino), con il punto più alto a 1.600 metri sul livello del mare, la parte del tunnel rappresenta il 28%, e presenta una tratta più lunga rispetto al San Gottardo di divieto di sorpasso. Il San Bernardino non è idoneo all'assorbimento di un ulteriore aumento di traffico pesante. Neppure per una durata limitata di un paio d'anni, il tempo necessario per risanare la galleria del San Gottardo. La sicurezza per gli utenti non sarebbe più garantita e verrebbe meno la capacità di assorbire un massiccio aumento del traffico di transito (auto e camion)".
 


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