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TICINO
06.01.2011 - 11:000
Aggiornamento : 25.11.2014 - 02:37

Sempre più auto in Ticino, Gysin: "Politica fuori bersaglio"

Il deputato in Gran Consiglio Greta Gysin non nasconde la sua preoccupazione per il costante aumento del parco autoveicoli ticinese

BELLINZONA - Greta Gysin non è tra le più entusiaste dei dati arrivati l'altro ieri da Camorino riguardanti il numero di veicoli in circolazione in Ticino. Il 31 dicembre 2010 erano 293.906 le vetture sulle strade ticinesi, 44.287 in più rispetto all'anno precedente, ossia il 15% in più.

Per l'Ufficio della Sezione Circolazione del cantone questo aumento equivale a un aumento degli introiti provenienti dalle imposte di circolazione e navigazioni. Il fatturato si è portato dagli 86,9 milioni di franchi ai 115,2 milioni del 2010.

Ad esprimere qualche preoccupazione sul continuo e costante aumento del parco autoveicoli ticinese è il deputato in Gran Consiglio Greta Gysin.

In Ticino si parla di quasi un'auto per abitante. Lei come interpreta questi dati?
"Una premessa doverosa: il Ticino ha una conformazione territoriale che può in parte spiegare un così alto numero di auto pro capite in circolazione. Ma altre regioni con un territorio simile al nostro hanno una concentrazione di auto pro capite più bassa. Questo indica che la politica in Ticino ha mancato il bersaglio puntando con molto ritardo e poco coraggio sulla mobilità collettiva".

Il sistema bonus malus...
"A partire da quest'anno è stato introdotto il sistema di bonus-malus e si è visto un aumento di immatricolazioni di veicoli di categoria A, quelli più efficienti e quindi meno inquinanti. Questo è sicuramente un segnale positivo. Ma il fatto che la vendita di automobili di grossa cilindrata, molto meno efficienti, non è diminuita.. Questi dati indicano che, benché il sistema bonus-malus vada nella giusta direzione, lo fa in maniera troppo poco incisiva. Bisogna ampliare il sistema a tutte le categorie, e aumentare l’entità dei premi, rispettivamente delle penalità (bonus e malus, appunto)".

Per quanto riguarda i veicoli elettrici non sembra che i ticinesi abbiano risposto con entusiasmo e che non ci sia stato un cambiamento di mentalità...
"Per quanto riguarda i veicoli elettrici in Ticino abbiamo a disposizione una struttura capillare di rifornimento. Sono venuti a  mancare gli incentivi statali che c'erano in passato. Un veicolo elettrico non è a buon mercato e quindi, mancando l'incentivo, è purtroppo razionale che molti automobilisti non considerino l'acquisto di questo tipo di mezzo di trasporto".

Qualche tempo fa a livello federale si parlava dell'istituzione di zone ambientali anche a Lugano. A che punto siamo?
"Come Verdi, ci eravamo già mossi nel 2008 con una mozione, sottoscritta da deputati di tutti i partiti, in cui si chiedeva uno studio di fattibilità per l’introduzione di un sistema simile anche in Ticino. Il Consiglio di Stato ha approvato la mozione e commissionato uno studio, di cui stiamo aspettando ancora i risultati. Considerato che il Consiglio federale lo scorso agosto ha deciso di creare le basi legali per la creazione di simili zone, verrà a cadere anche lo scoglio giuridico. Speriamo che si sappia rispondere in maniera adeguata: la zona a basso carico ambientale non è sicuramente la soluzione di tutti i problemi, ma per chi vi abita e subisce giornalmente le conseguenze negative dell'inquinamento atmosferico, sarebbe sicuramente una boccata d’aria fresca".

Parlando di auto oggi sempre più automobilisti accendono i fari anche di giorno: sicurezza (se c'è) a costo dell'ambiente?
"Con i fari accesi si consuma di più e di conseguenza vengono emessi più quantitativi di co2 e altre emissioni inquinanti. Ritengo che la sicurezza stradale debba passare soprattutto attraverso l'educazione, la sensibilizzazione e la civiltà. È molto più pericoloso mettersi al volante ubriaco che a luci spente durante una giornata di sole".

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