TICINO
13.05.2009 - 07:550

L'associazione gay Collegati indignata con Salvadè: "Parole denigratore. Ci deve delle scuse"

BELLINZONA - Non è piaciuta affatto alla Comunità gay ticinese la boutade del parlamentare leghista Giorgio Salvadè che l'altro ieri in Gran Consiglio esprimendo la sua contrarietà all’introduzione delle ‘quote rosa’ per le commissioni consultive del governo, se n'è uscito con la frase: "Ci aspettano al varco gli omosessuali sempre più potenti in questo paese".

Parole che ha lasciato sconcertata l'associazione gay Collegati, che ha definito il discorso di Salvadè "denigratorio".

"Il Signor Salvadè - scrive Collegati - ha asserito che, in caso di accettazione delle quote rosa a livello istituzionale, il passo successivo sarebbe stato quello di assegnare le "quote arcobaleno" (agli omosessuali). Lungi dalla nostra associazione il pensiero di schierarsi politicamente a favore o contro il  concetto delle quote rosa, non possiamo però accettare che gli omosessuali ticinesi vengono accusati di fare del lobbyismo. Se la popolazione omosessuale fosse effettivamente sostenuta da un gruppo influente a livello politico come afferma il Signor Salvadè, certamente i quotidiani episodi di discriminazione ai danni di gay e lesbiche sarebbero sradicati, e il risultato della votazione a favore dell'unione domestica registrata dell'anno 2005 sarebbe stato diverso".

"Riteniamo auspicabile sottolineare al Signor Salvadè - aggiunge ancora l'Associazione Collegati - che la meritocrazia, cavallo di battaglia dei contrari all'istituzione delle quote rosa, dovrebbe valere anche per l'elezione dei politici parlamentari a livello locale, così come anche a livello cantonale. Forse dovrebbe riflettere se la sua presenza in Gran Consiglio è effettivamente legata a suoi meriti, visti gli argomenti davvero poco edificanti che utilizza per sostenere le proprie tesi. L'essere meritevole di una carica pubblica dovrebbe anche includere il rispetto e la tolleranza verso il prossimo".

Precisando  che la loro presa di posizione non deve essere intesa come "attacco personale verso il Signor Salvadè, bensì nei confronti delle sue argomentazioni intolleranti e che vanno a colpire la popolazione omosessuale in maniera indegna", i gay ticinesi chiedono a Salvadè di fare le sue scuse a tutta la popolazione omosessuale ticinese.

 

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