LUGANO
17.09.2008 - 09:380
Aggiornamento : 14.11.2014 - 02:53

L' Informatica è arte per i futuri studenti universitari

La mostra Informatica è arte offre ai giovani studenti ticinesi la possibilità di interrogarsi su un utilizzo dell'intelligenza artificiale alternativo a quello abituale. Organizzata nell’ambito dell’anno dell’informatica, l'esposizione – che si è aperta lunedì sera - vuole infatti evidenziare un concetto finora poco conosciuto: con l’informatica si può fare arte. Siamo andati con la videocamera a riprendere i pareri degli studenti e a conoscere che rapporto hanno con l'informatica

LUGANO – Informatica come mezzo per giocare, ascoltare la musica, vedere film e, perché no, anche per la scuola. Questi sono i primi pensieri che vengono alla mente se cerchiamo di immaginare delle applicazioni pratiche per questa disciplina. La mostra Informatica è arte, organizzata nell’aula magna dell’Università della Svizzera Italiana in occasione dell’anno dell’informatica, vuole dare un’immagine differente di questa branca che, volenti o nolenti, è entrata a far parte del nostro quotidiano, ma che sorprendentemente sembra non attrarre più come un tempo l’interesse dei futuri studenti universitari. Chi visiterà la mostra troverà postazioni dotate di computer in grado di tradurre dei semplici impulsi in immagini e suoni, oppure potrà scoprire come un'applicazione trasforma il movimento e la posizione del nostro corpo in una rappresentazione grafica ricca di valore estetico.

“Normalmente uso il computer per ascoltare la musica o per fare le ricerche scolastiche” oppure “non uso molto il computer, solo a volte per ‘chattare’” sono state le risposte più frequenti date dagli studenti del Liceo Lugano 2 che hanno visitato la mostra. Risposte nelle quali si può leggere una delle cause della carenza di studenti di informatica: il computer è diventato un elettrodomestico, e in quanto tale ha perso parte del proprio fascino. Oramai l’informatica non desta più la curiosità e la voglia di scoperta come invece faceva all'inizio degli anni novanta.

Lo studio dell’informatica trascende dalla sua applicazione diretta e, come afferma Mauro Prevostini, uno degli organizzatori di Informatica 08, “studiando informatica ci si diverte”. Un aspetto importante che è stato percepito dai giovani grazie alle installazioni presenti nell’Aula Magna dell’USI, che hanno permesso di scoprire anche la possibilità di fare arte. “Le attività che abbiamo fatto oggi sono interessanti e non le conoscevo. Sono molto intuitive ed è proprio questo l’aspetto più interessante” è stata l’opinione di uno studente liceale . “Ho scoperto delle cose che non conoscevo e sono molto interessato”, ha aggiunto un altro giovane. E c'è stato pure chi ha detto: “magari potrei decidere di studiare informatica”.

 

 


 


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