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TICINO
28.08.2007 - 09:120
Aggiornamento : 28.10.2014 - 04:11

Bignasca e i giocatori di colore, la polemica divide i bloggers e continua sui giornali

Non si placano le polemiche attorno le esternazioni  di Giuliano Bignasca che nella nazionale di calcio ci sarebbero troppi giocatori di colore. Tra interventi di blogers e articoli sui giornali è diventato il caso politico pre-elettorale. I commenti dei bloggers stanno raggiungendo livelli altissimi, e le opinioni dei bloggers evidenziano una spaccatura dell'opinione pubblica: c'è chi lo critica e chi lo difende. Il nostro sondaggio ha registrato solo nella prima giornata oltre 500 voti, un record mai  registrato nei precedenti sondaggi.

E sulla stampa ticinese anche oggi troviamo commenti e interventi sulla vicenda. A prendere la parola è il Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, che in un articolo sottolinea di puntare sulle misure attive piuttosto che sull'indignazione. "Non so­no purtroppo convinto che l’indignazione d’occasione abbia effetti significativi e in­duca chi di merito a evitare nel futuro at­teggiamenti analoghi. Sono da tempo invece convinto che la po­litica della vera integrazione e della lotta al razzismo non si esprime principalmen­te reagendo alle provocazioni, ma costruen­do una rete di misure attive volte a rende­re sterile il terreno, presente da sempre in ogni società, che fa germogliare i semi del­l’intolleranza".

Secondo Pedrazzini la politica deve preoccuparsi di "trovare soluzioni ai problemi economici, di sicurezza, di co­noscenza (o meglio sarebbe scrivere di ignoranza), che in determinate circostan­ze possono alimentare irritazione, intol­leranza, egoistica chiusura nei confronti degli stranieri".

"Per queste ragioni - spiega Pedrazzini - leggendo do­menica mattina il titolo e l’articolo del Mat­tino, non ho pensato che il mio primo com­pito fosse quello di esprimere pubblicamen­te la mia indignazione (oso sperare che nes­suno possa applicare nei miei confronti, e di tutti coloro che hanno sempre avuto sul tema un atteggiamento simile al mio, l’ada­gio «chi tace acconsente»). Ho invece pensato, e adesso lo scrivo anche, che personalmente continuerò a fare il tifo per questa nazionale Svizzera di calcio, sen­za contare il numero dei giocatori di colo­re e di più meno recente provenienza stra­niera, ma anzi ringraziandoli per il loro contributo".

Su laRegioneTicino invece il giornalista Aldo Bertagni è autore di un editoriale dal titolo "Il Nano alza il tiro ma fa autogol", nel quale evidenzia gli effetti mediatici della boutade di Bignasca. "Non è la prima volta e ( purtroppo) non sarà l’ulti­ma: la spara grossa e poi si gode gli effetti mediatici. Tutti lo bacchettano? Ri­schia l’ennesima denuncia? Poco male, ciò che conta è la visibilità e poi lui tocca i nervi scoperti, le emozioni più profonde (e a volte torbi­de) della nostra personalità. Parla e scrive come il Gigi di Viganello e proprio per que­sto tanti Gigi lo votano. Il meccanismo è collaudato e da tempo funziona, perché mai dovrebbe cambiare?"

Insomma, sarebbe tutta una mossa politica. "Bignasca sa che oggi deve rubare voti all’Udc e dunque alza il tiro giocando sullo stesso terreno dei de­mocentristi; gli stranieri ap­punto. E così è un vero e pro­prio rincorrersi in compa­gnia di pecorelle nere e gio­catori di colore. Pensiamoci un attimo: in un paese «nor­male » simili campagne non guadagnerebbero nemmeno la scena della satira: banali ( seppur offensive) e decisa­mente riciclate. Fanno solo piangere, per il livello sem­pre più basso raggiunto da chi agita tutto quello che può pur di racimolare voti e consensi".

E conclude il suo intervento con le seguenti considerazioni: "Oggi il burattino è cresciu­to e si è mangiato il buratti­naio. Dice le parolacce di sempre e si agita come non mai, ma questa volta ha top­pato perché il Gigi – che l’ha sempre seguito perché con­vinto di aver perso tutto o quasi – non vuol perdere an­che agli Europei di calcio. Magari sarà poco, ma alme­no il buon senso prevale su tutto. Per una volta".

Punta invece sulla linea della moderazione un breve intervento del Corriere del Ticino, che bacchetta i giornalisti di dare troppo enfasi alla vicenda e scrive: "Se, infatti, stigmatizzare l’ennesima sortita a sfondo razzista del presidente della Lega era giusto e op­portuno, l’eccesso di zelo dei media di Stato nell’enfatizzare questo squallido episodio ha finito col fare ancora una volta il gioco di Bignasca, offrendo un bel po’ di visibilità pre-elettorale gra­tuita (come lo stesso ha puntualmente sottolineato). Possibile che in queste trappole si cada ancora? Anzi, ci si but­ti a pesce?"


 


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