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18.08.2019 - 00:000

Chi accompagna a scuola i figli in auto non fa loro un gran favore

I genitori che portano i figli a scuola in auto lo fanno con le migliori intenzioni. Ma in realtà li privano di un’esperienza importante e non fanno un buon servizio nemmeno agli altri utenti della strada.

«Generazione da sedile». Così vengono definiti i bambini che si recano a scuola su quattro ruote anziché su due gambe. E non solo in via eccezionale o all’inizio della loro carriera scolastica, bensì regolarmente, alcuni anche negli anni dell’adolescenza.

Un’abitudine sempre più diffusa. L’ATA ha chiesto a oltre 1000 genitori se accompagnano i loro figli a scuola in auto. Risultato: un bambino su dieci nella Svizzera tedesca viene regolarmente accompagnato in auto, quindi almeno una volta alla settimana. Nella Svizzera francese siamo attorno al 50 per cento e in Ticino si arriva addirittura al 63 per cento. In più, la percentuale di bambini accompagnati in auto a scuola è aumentata del 40 per cento dal 2005 al 2015. Non stupiamoci allora se il traffico è congestionato prima e dopo l’orario scolastico. Sono tanti i motivi per abbandonare l’abitudine di scarrozzare i figli.

Il rischio di infortunio aumenta
Mamma e papà si preoccupano per la sicurezza dei figli: ma sul sedile dell’auto i bambini non hanno alcuna possibilità di imparare a riconoscere i rischi della circolazione stradale e a comportarsi di conseguenza.
A ciò si aggiunge che, parcheggiando su marciapiedi ed effettuando manovre in vicoli stretti, i genitori-taxi danneggiano altri utenti della strada: anziani, ciclisti, pedoni e i propri figli, così come quelli degli altri. 

Recandosi a scuola a piedi, i bambini arrivano a destinazione svegli e attenti e riescono a concentrarsi meglio rispetto ai coetanei che vengono catapultati direttamente dal letto sul banco di scuola. Lo ha rivelato uno studio danese.

Accompagnando regolarmente i figli a scuola, i genitori trasmettono un messaggio: «Non ci fidiamo di te, non puoi farcela senza di noi.» Un messaggio inequivocabile quanto sbagliato. Perché se mamma e papà non si fidano, come possono i figli affrontare tutte le sfide del periodo scolastico?

Meno libertà
Il percorso casa-scuola è anche sinonimo di libertà. Nessun genitore all’orizzonte che controlla. Non accade spesso ed è eccitante. Il tragitto diventa così una sorta di esperienza. C’è così tanto da vedere e da scoprire: i bambini devono poter prendere decisioni, classificare correttamente le loro percezioni e anche sostenere conflitti con altri bambini. Tutte esperienze importanti per il loro sviluppo, che vengono loro precluse dai genitori-taxi.

Ma come fanno i bimbi piccoli ad arrivare sicuri a scuola o all’asilo a piedi? I genitori devono dare l’esempio. Devono attenersi loro stessi alle regole della strada e mostrare ai figli, sin dalla tenera età, che la strada è rischiosa e non è un parco giochi. Il detto «guarda, ascolta e attraversa» è sempre valido e dovrebbe suonare famigliare ai bambini. È anche importante che i genitori si prendano del tempo per esercitare insieme il tragitto, finché i figli non riusciranno a percorrerlo da soli in sicurezza.



3 domande a Bettina Zahnd, responsabile Infortunistica e Prevenzione presso AXA

Qual è per i bambini l’insidia maggiore nel percorso casa-scuola?
Questo è molto soggettivo e dipende dal percorso. Un arbusto che nasconde la visuale può essere più pericoloso di una strada trafficata regolata da un semaforo.

Cosa possono fare i genitori per garantire la sicurezza dei figli per strada?
È molto importante che i genitori verifichino i possibili pericoli sul percorso casa-scuola con gli occhi dei figli e si esercitino con loro di conseguenza. Il percorso casa-scuola o asilo dovrebbe diventare una sorta di rituale ripetuto sempre con le medesime modalità. I bambini devono essere in grado di riconoscere le zone di pericolo e fronteggiarle con concentrazione. Le situazioni tipo possono essere esercitate a priori in modo giocoso con la nuova app Max il tasso e poi si può mettere in pratica quanto appreso.

Anche gli altri utenti della strada sono chiamati ad agire. Secondo lei su cosa bisogna intervenire?
Gli adulti devono essere consapevoli del loro ruolo esemplare. Quindi evitare di attraversare con il rosso o di passare sulle strisce pedonali senza guardare. Dovrebbero mostrare, quasi in modo dimostrativo, come ci si comporta correttamente. Gli automobilisti devono sempre fermarsi completamente quando un bambino vuole attraversare la strada, perché quest’ultimo non sa stimare la velocità e fa quindi riferimento alle ruote. E bisogna anche concedergli il tempo di guardare, ascoltare e, solo a quel punto, attraversare.



Sicuri per strada con Max il tasso

Max il tasso dispensa altri preziosi consigli per un percorso casa-scuola sicuro.

Ora esiste anche l’app Max il tasso, che insegna le regole della strada ai bambini sopra i quattro anni. Con questa app didattica i bambini possono esercitare situazioni reali nel traffico ancora prima della scuola dell’infanzia e imparare le regole della circolazione in Svizzera in modo giocoso.

 

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Questo articolo è una collaborazione tra Commercial Publishing Tamedia e AXA.

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Ultimo aggiornamento: 2019-12-06 23:40:41 | 91.208.130.86