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03.08.2004 - 17:070
Aggiornamento : 13.10.2014 - 14:02

Centri Asilanti: chiuderanno a Capolago, Olivone e Lugano

BELLINZONA - Il Dipartimento della sanità e della socialità informa che questa mattina ha avuto luogo a Bellinzona un incontro cui hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni che ospitano sul loro territorio un Centro per richiedenti l'asilo (Chiasso, Vacallo, Capolago, Paradiso, Lugano, Canobbio, Cadro, Bellinzona, Claro, Olivone), i Responsabili della Croce Rossa Svizzera Sezione del Luganese (gerente dei Centri), funzionari del Dipartimento della sanità e della socialità e del Dipartimento delle Istituzioni, alla presenza della Consigliere di Stato Patrizia Pesenti.

L'incontro è stato proposto dal Dipartimento in seguito alla decisione del Comune di Capolago di ordinare la chiusura del Centro d'accoglienza situato sul proprio territorio.

Il senso dell'incontro era di poter affrontare il tema dei Centri per richiedenti l'asilo con la partecipazione di tutti i Comuni che oggi si assumono l'onere di accogliere i richiedenti l'asilo sul loro territorio, partendo quindi dalla constatazione che il problema si pone a livello cantonale, che non può essere trattato come un problema di un singolo comune e che la soluzione può essere cercata solo nell'ambito della politica dell'asilo di competenza federale.

Quello dell'accoglienza dei richiedenti l'asilo nei cantoni e quindi nei comuni è un tema che deve essere affrontato in modo costruttivo, cercando la soluzione nell'unione delle forze e nell'assunzione di responsabilità da parte delle autorità coinvolte, tenendo conto che l'onere di accogliere i richiedenti d'asilo deve essere ripartito sul territorio cantonale nel modo più equo possibile. Determinante nella discussione, la constatazione che la politica federale in materia di asilo avrà come conseguenza una diminuzione progressiva del numero di richiedenti che avranno bisogno di un posto in un centro.

Concretamente, nell'incontro odierno si sono dapprima valutate le condizioni che permettono il ridimensionamento della capacità d'accoglienza attuale dei Centri. Per il prossimo futuro, come detto, si può infatti ipotizzare una riduzione tendenziale dei richiedenti l'asilo, conseguente a mutamenti della politica e della prassi dell'asilo e anche del contesto internazionale (quest'ultimo soggetto a ovvie incertezze).

Oggi, tenuto conto della disdetta annunciata che riguarda il Centro di Claro (34 posti), i posti potenzialmente disponibili dei rimanenti 12 Centri sono 842; tenuto conto di un tasso di occupazione medio dell'80%, i posti effettivamente disponibili sono 674; di questi, 525 sono oggi occupati: l'eccedenza, in questo momento, è quindi, in cifra tonda, di 150 posti.

Pur mantenendo un necessario margine di sicurezza, si può ipotizzare una riduzione progressiva dei posti a disposizione nei Centri. La riduzione non è solo opportuna, ma anche necessaria poiché i finanziamenti federali sono proporzionati ai posti occupati.

La riduzione può essere effettuata prendendo in considerazione criteri obiettivi di valutazione dei Centri, quali l'idoneità dell'immobile e la sua ubicazione, il rapporto percentuale fra il numero di posti e la popolazione residente, la presenza o l'accessibilità delle polizia municipale e cantonale, la localizzazione geografica.

Sulla base di questi ed altri criteri e della discussione costruttiva che si è sviluppata durante l'incontro, si ritiene di poter ipotizzare la chiusura scaglionata dei tre Centri di Capolago, di Olivone e del Centro di Via Tesserete a Lugano (uno dei 6 Centri dell'agglomerato Luganese: 3 a Lugano, 1 a Paradiso, 1 a Canobbio e 1 a Cadro).

La discussione sui tempi e le modalità di ridimensionamento dell'offerta di posti d'accoglienza per richiedenti l'asilo verrà approfondita, nelle prossime settimane, dal Cantone (Dipartimento della sanità e della socialità e Dipartimento delle Istituzioni) e dalla Croce Rossa, in collaborazione con i Comuni interessati.

L'incontro è stata una occasione per ribadire che il problema cruciale non risiede tanto nel numero dei richiedenti l'asilo e delle persone bisognose di protezione ammesse provvisoriamente in Svizzera, ma nei problemi attinenti alla sicurezza, con riferimento a quelle persone che si avvalgono delle opportunità offerte dalla politica d'asilo per dedicarsi ad attività che costituiscono reato. Questo tema dovrà essere ulteriormente approfondito e affrontato nelle prossime settimane.

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