"Lex Usa", la palla passa di nuovo al Nazionale

Gli Stati confermano l'entrata in materia. Salvo sorprese, visto il voto di ieri, il progetto verrà archiviato questo pomeriggio
BERNA - Pur non facendosi illusioni sull'esito finale, la Camera dei cantoni ha ribadito oggi di volere la "Lex Usa", la legge federale urgente presentata dal Consiglio federale per agevolare la ricerca di una soluzione nella vertenza che oppone alcune banche elvetiche al fisco americano.
Dopo il no netto di ieri uscito dalle deliberazioni del Nazionale, che non ha voluto affrontare la legge nei dettagli, oggi i "senatori" hanno accettato l'entrata in materia per la seconda volta con 26 voti a 18 e un'astensione.
Ora il dossier va al Nazionale che esaminerà il dossier nel pomeriggio: se il risultato di ieri dovesse ripetersi - e tutto lascia presagire che sarà così - il progetto verrebbe archiviato.
Per questa eventualità gli Stati hanno preparato una dichiarazione (approvata per 28 voti a 14 e 3 astenuti), come già anticipato ieri dal presidente della commissione dell'economia e dei tributi degli Stati Konrad Graber (PPD/LU), volta ad ammansire gli Americani ed evitare una valanga di procedure penali.
La dichiarazione, giuridicamente non vincolante, invita il Consiglio federale a fare tutto quanto in suo potere per permettere alle banche, sulla base del diritto attuale, di cooperare col Dipartimento di giustizia americano e ribadisce il desiderio che si giunga a una soluzione nella vertenza fiscale tra le banche elvetiche e gli Stati Uniti, ha dichiarato oggi in aula il relatore Graber.
Con questa dichiarazione "vogliamo gettare un ponte col Nazionale affinché faccia altrettanto qualora il progetto venisse silurato", ha spiegato il "senatore" lucernese, dicendo che si tratta anche di lanciare un segnale verso gli Stati Uniti: la Svizzera vuole una soluzione alla vertenza fiscale ed evitare una cascata di procedure contro le banche.
Stando a Graber, infatti, le autorità americane si stanno innervosendo. Ai loro occhi, ha spiegato, l'offerta unilaterale alle banche elvetiche include vantaggi non indifferenti. Vi è il rischio che le autorità Usa ritirino l'offerta. Ciò che importa agli Americani, in fin dei conti, "è che il parlamento permetta gli istituti bancari di cooperare con loro".
Nel corso del dibattito sono stati ripresi gli argomenti dei favorevoli e dei contrari alla legge urgente. Quanto alla dichiarazione, non sono mancate voci critiche. In particolare, Jean-René Fournier (PPD/VS) ha parlato di "un tranquillante per la coscienza di coloro che hanno votato contro la legge rifiutando di assumere le proprie responsabilità per delegarle invece al Consiglio federale".
Ats



