Votare su Internet? Non stimola la partecipazione

Uno studio deluderebbe le aspettative di chi sperava in una maggiora partecipazione alle elezioni
GINEVRA - Il voto con internet non stimola la partecipazione elettorale: lo afferma uno studio condotto a Ginevra dalla Commissione esterna di valutazione delle politiche pubbliche (CEPP). Questo nuovo modo di votare, invece, soppianta parzialmente il voto per corrispondenza e il voto nell'urna.
Contrariamente a quanto si supponeva - e si sperava - il voto con internet non incrementa la partecipazione dei giovani o dei votanti occasionali. Non incide nemmeno sul risultato; dev'essere dunque considerato come un modo di votare politicamente neutro, rileva la Commissione.
Non esistono in effetti "differenze flagranti" fra le preferenze politiche degli elettori online e quelle delle altre categorie di votanti. Fra quanti si esprimono con internet "può essere tuttalpiù ravvisata una leggera tendenza a sinistra, favorevole all'UE e alla maggiore imposizione dei redditi elevati".
Secondo la CEPP, l'aumento della partecipazione alle votazioni in Svizzera è stata ottenuta grazie al voto per corrispondenza. Il ricorso massiccio a questo modo di esprimersi "diminuisce l'impatto di certi vantaggi teorici del voto online", quali la semplicità o la possibilità di votare rimanendo in casa.
Le persone maggiormente inclini a votare online sono quelle che intrattengono un buon rapporto con l'informatica e che usano abitualmente internet. Questo fattore è determinante, mentre né l'età, né il sesso svolgono in quest'ambito un ruolo preponderante.
Dato l'esiguo numero - una ventina - di votazioni svoltesi finora per via elettronica a Ginevra, la Commissione non è riuscita a determinare il grado di fedeltà al voto con internet. Nei comuni dove è stato possibile osservare l'evoluzione, tale grado di fedeltà supera i due terzi dei votanti.
I pareri espressi dalla popolazione ginevrina sul voto online sono peraltro globalmente favorevoli. Le uniche riserve riguardano la sicurezza e la confidenzialità. La CEPP incoraggia di conseguenza il Cantone a proseguire lo sviluppo del voto con internet, anche se quest'ultimo è utilizzato soltanto da un elettore su cinque.
Il voto elettronico è stato testato per la prima volta a Ginevra nel 2003. Neuchâtel e Zurigo hanno in seguito raggiunto il cantone lemanico nel progetto pilota coordinato dalla Confederazione. Nel frattempo, dieci cantoni hanno introdotto il voto con internet per gli elettori residenti all'estero. Vallese, Uri e Obvaldo testeranno a loro volta il sistema il prossimo autunno.
Ats



