"Meno soldati uguale meno sicurezza"

Il Consigliere federale Ueli Maurer si è espresso sulla riforma sulla riforma delle forze armate, che dovrebbe ridurre i giorni di servizio e la scuola reclute
BERNA - Avere un esercito più snello significa anche accettare una riduzione della sicurezza del paese: lo ha fatto presente il Consigliere federale Ueli Maurer, che in un colloquio con i giornalisti alla caserma di Mägenwil (AG) si è espresso sulla riforma delle forze armate in via di elaborazione presso il Dipartimento della difesa (DDPS).
La prevista riduzione degli effettivi - da 180'000 a 100'000 uomini - ha come conseguenza che la Confederazione, per diverse settimane all'anno, "non disporrà di un esercito", ha osservato Maurer. In futuro la coperta sarà quindi corta, ha aggiunto il ministro della difesa.
I giorni di servizio dovrebbero essere ridotti da 260 a 225, la scuola reclute da 21 a 18 settimane e i corsi di ripetizione da tre a due settimane. Tutto questo fa parte del progetto Ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), attualmente analizzato internamente al DDPS e che in giugno verrà posto in consultazione esterna. Si tratta in buona sostanza di far combaciare le esigenze delle forze armate con le risorse che sono a disposizione.
Il tema è già stato affrontato dai media e sono corse voci su possibili chiusure di piazze d'armi, cosa che ha allarmato molte regioni svizzere. Secondo Maurer questi aspetti, alla luce della vastità dell'intera riforma, sono però solo "dettagli che possono avere la loro importanza a livello locale". Il ministro UDC non ha voluto esprimersi sul futuro di singole strutture a rischio.
Più concrete sono state invece le risposte di Maurer in relazione alla logistica: in futuro il materiale tornerà ad essere immagazzinato in modo decentralizzato, di modo che i soldati possano essere equipaggiati rapidamente. Gli attuali cinque centri logistici saranno perciò completati da altri.
L'obiettivo è rendere l'esercito maggiormente reattivo ad eventi imprevisti: non tanto guerre, ha puntualizzato il ministro della difesa, quanto catastrofi naturali. Il sostegno alle autorità civili infatti sarà uno dei compiti centrali del futuro.
L'applicazione della riforma dovrebbe cominciare nel 2016 ed essere conclusa nel 2020.




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