Segreto bancario, Widmer-Schlumpf scettica su una rapida soluzione

La ministra delle finanze contraddice le affermazioni di un esperto fiscale dell'OCSE, secondo cui lo scambio automatico potrebbe diventare lo standard internazionale tra "alcuni mesi" soltanto.
BERNA - La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf dubita che i 34 Paesi - tra cui la Svizzera - dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) riusciranno a mettersi d'accordo in breve tempo sull'introduzione dello scambio automatico di informazioni per combattere l'evasione fiscale.
Con queste dichiarazioni rilasciate ai quotidiani "Tages-Anzeiger" e "Bund" in edicola oggi, la ministra delle finanze contraddice le affermazioni di un esperto fiscale dell'OCSE, secondo cui lo scambio automatico potrebbe diventare lo standard internazionale tra "alcuni mesi" soltanto.
"È possibile - ha spiegato Widmer-Schlumpf - che venga presa una decisione di principio oppure si arrivi a definire quali informazioni dovranno essere effettivamente scambiate". Su questo aspetto non vi è consenso unanime tra i 34 Paesi dell'OCSE, ha sostenuto la ministra grigionese. Widmer-Schlumpf si attende accese discussioni su questi punti e quindi ritardi nell'applicazione concreta.
Venerdì, in un'intervista concessa ai due stessi giornali svizzero tedeschi, il capo della divisione per la lotta all'evasione fiscale dell'OCSE, Pascal Saint-Amans, aveva sostenuto che lo scambio automatico di informazioni sarebbe diventato lo standard internazionale "nel giro di alcuni mesi". "Gli sviluppi, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, parlano a favore", aveva spiegato.
Saint-Amans aveva anche detto di ritenere probabile che i paesi del G20 si sarebbero accordati sullo scambio automatico di informazioni. "In seguito sta agli altri Stati decidere se vogliono aderire a questo standard", aveva aggiunto.
Per Widmer-Schlumpf è chiaro che la discussione sullo scambio automatico deve venir condotta in seno all'OCSE. "La questione decisiva su come debbano essere scambiate le informazioni fiscali e su come si possa giungere ad uno standard internazionale rientrano nell'area di competenza dell'OCSE", ha puntualizzato la consigliera federale. La Svizzera ha la possibilità di dire la sua in questa organizzazione, diversamente dall'Ue dove, quale Stato terzo, non ha diritto di parola.
In ogni caso, il Consiglio federale non ha ancora preso una decisione definitiva sullo scambio automatico, ha ricordato la grigionese. Prima bisognerà attendere il rapporto del gruppo di esperti guidato dall'economista Aymo Brunetti atteso per giugno.
Nell'intervista Widmer-Schlumpf ha ribadito le due condizioni preliminare che la Confederazione pone ad un eventuale scambio automatico di informazioni: tutte le principali piazze finanziarie devono adeguarsi e, inoltre, deve essere possibile scambiare anche i nomi dei reali possessori dei patrimoni. Con quest'ultima richiesta la consigliera federale prende di mira i trust.
Stando a Widmer-Schlumpf, i Paesi con i quali è possibile lo scambio automatico di informazioni è limitato. "Noi non ci accorderemo con tutti i Paesi sullo scambio automatico di informazioni, ma soltanto con una cerchia di Stati definiti e nel rispetto di determinate condizioni".
Nei confronti di clienti di altri Paesi, le banche dovranno continuare ad applicare i doveri di diligenza nel quadro della strategia governativa del "denaro pulito", ha ricordato la ministra.



