Keystone
SVIZZERA
02.10.2020 - 12:120
Aggiornamento : 14:24

Dal popolo del clima un referendum contro la nuova legge per il CO2

La raccolta firme inizierà venerdì prossimo, secondo gli ecologisti la legge è troppo complicata e burocratica

BERNA - Agli attivisti dello Sciopero per il Clima Svizzera non piace la nuova legge sul CO2, che è stata approvata durante la recente sessione autunnale dalle Camere federali. In una conferenza stampa tenutasi oggi a Berna, hanno annunciato il lancio di un referendum.

Le sezioni regionali dello Sciopero per il Clima di Ginevra, Vallese, Vaud, Neuchâtel, Giura e Giura bernese si sono già dette d'accordo per il referendum, altre - come quella di Zurigo - ci stanno pensando, ha annunciato ai media Franziska Meinherz.

Secondo il movimento ecologista, la nuova legge non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e arrestare il riscaldamento climatico. Anche se taluni membri rossoverdi del Parlamento hanno parlato di vittoria dopo la sua approvazione nelle votazioni finali, noi non siamo d'accordo, ha aggiunto Meinherz. A nostro avviso, la nuova legge sul CO2 è ancora "molto insufficiente".

I nuovi provvedimenti a tutela del clima, per motivi diversi, sono stati criticati anche dai partiti borghesi. L'UDC considera la nuova legge come "socialista" e "mega-burocratica". Per il momento i democentristi non hanno ancora annunciato il lancio di un referendum.

La raccolta delle 50'000 firme necessarie può cominciare ufficialmente non appena la nuova legge viene pubblicata nel Foglio federale. Ciò dovrebbe avvenire martedì prossimo.

Le Camere federali hanno ultimato l'iter parlamentare della nuova legge la scorsa settimana. Essa introduce diverse tasse e misure per ridurre della metà le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto al 1990. Il riscaldamento globale deve essere limitato a 1,5 gradi.

Il PLR, i Verdi liberali e il Gruppo del centro (PPD, PBD e PEV) hanno accolto favorevolmente quello che definiscono un buon compromesso. Il campo rossoverde ha votato le proposte uscite dalla conferenza di conciliazione, anche se avrebbe voluto provvedimenti più incisivi.

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