Keystone
Il direttore dell'USAM Hans-Ulrich Bigler
SVIZZERA
25.02.2020 - 12:230

«La libera circolazione è vitale per l'economia»

Dopo i sindacati, contro l'iniziativa dell'UDC oggi sono scese in campo anche le piccole e medie imprese

BERNA - L'iniziativa UDC "per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)" è dannosa per l'economia e i posti di lavoro in Svizzera. Dopo i sindacati, oggi è scesa in campo anche l'Unione delle arti e mestieri (Usam) - all'interno di un comitato di PMI - per combattere il testo in votazione popolare il 17 maggio.

L'accordo di libera circolazione con l'Unione europea (UE) permette alle imprese svizzere di attingere in modo flessibile e senza troppa burocrazia a un grande bacino di lavoratori europei. La sua risoluzione equivale a ripristinare il sistema delle quote, ha avvertito, Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'Usam.

Bigler: «I clienti se ne andranno altrove» - Una volta esaurite le quote, le aziende non potranno più assumere specialisti stranieri quando ne avranno bisogno. Gli ordini saranno quindi ritardati e i clienti non aspetteranno, andranno altrove, ha aggiunto. Sarebbe un duro colpo per le piccole e medie imprese (PMI).

E la situazione peggiorerà nei prossimi anni con il pensionamento dei baby boomer, ha avvertito la vicepresidente dell'Usam Daniela Schneeberger. Molte persone lasceranno il mercato del lavoro e saranno solo parzialmente sostituite da nuovi arrivati. Ci sarà carenza di manodopera qualificata.

Bigler ha pure ricordato che le PMI dipendono dall'estero. Un terzo di loro realizza oltre il 50% del proprio fatturato al di fuori dei confini svizzeri. L'accesso al mercato UE è di importanza cruciale, ha spiegato. Senza di essa, le aziende svizzere perdono gran parte della loro competitività.

Regazzi: «I bilaterali hanno portato prosperità» - In Ticino i circa 67'000 frontalieri che arrivano ogni giorno offrono il potenziale per far fronte alla carenza di lavoratori qualificati, ha da parte sua sostenuto il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI), che ha messo in guardia contro le facili tentazioni di sostenere un'iniziativa che contiene la parola "limitazione".

In Ticino - ha aggiunto - non dobbiamo dimenticare che l'iniziativa mette in pericolo il successo rappresentato dagli accordi bilaterali, che hanno portato prosperità e lavoro negli ultimi decenni. «Per noi ticinesi è essenziale difendere e, se possibile, rafforzare le misure di accompagnamento», ha proseguito Regazzi. «La protezione dei salari non deve in nessun caso essere rimessa in questione».

De Quattro: «Ne usciremmo perdenti» - Secondo la consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR/VD), senza accordi bilaterali «usciremmo perdenti». Il carico amministrativo supererebbe le capacità di molte aziende, ha sostenuto, aggiungendo che alcune PMI fallirebbero, altre delocalizzerebbero o sarebbero rilevate.

L'iniziativa per la limitazione esige che la Svizzera regoli in maniera autonoma l'immigrazione degli stranieri. Impedisce inoltre ogni nuovo trattato di obbligo internazionale per la libera circolazione.

Se l'iniziativa venisse accettata dal popolo, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo con Bruxelles. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall'intesa nel mese successivo, col rischio di far cadere l'insieme degli accordi bilaterali.

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