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SVIZZERA
20.10.2019 - 15:230
Aggiornamento : 16:14

Proiezioni: Berna più rosa e più verde

I Verdi escono dalle urne in grande spolvero. E anche le donne dovrebbero essere più rappresentate alle Camere federali

BERNA - Le Camere federali si tingono di rosa e di verde. È quanto emerge dai risultati semi-definitivi delle votazioni odierne. Una giornata che potrebbe - il condizionale è d'obbligo - sancire l'avanzata dell'onda verde anche in Svizzera. Come anche l'onda lunga del movimento MeToo. 

Cinque nuovi seggi verdi - A tre ore dalla chiusure delle urne sono disponibili i dati definitivi di cinque cantoni (AR/NW/OW/UR/GL) e risultati parziali o proiezioni relativi ad altri cinque. In base a queste indicazioni - da prendere con cautela, ma pur sempre significative - i Verdi risultano al momento i grandi vincitori della giornata, conquistando 5 mandati: due seggi supplementari conquistati a Ginevra e uno a testa nei cantoni di Ticino, San Gallo e Friburgo. Molto bene si presenta anche la situazione per i Verdi liberali, che avanzano a San Gallo, Grigioni e Ginevra. Il PPD conquista seggi ad Argovia e Uri, ma ne perde uno in Ticino.

Grandi partiti in affanno - In difficoltà sono UDC (-3 mandati), PBD (-2) e PLR (-2). Anche il PS perderebbe un mandato. Fra le formazioni minori a Ginevra l'MCG (movimento dei cittadini ginevrini) deve lasciare il posto a Ensemble à Gauche.

L'avanzata delle donne - I punti femminili andranno contati a bocce ferme, ma è già certo che il Consiglio degli Stati della legislatura 2019-2023 conterà qualche donna al posto di colleghi maschi. Nella Camera dei Cantoni negli ultimi quattro anni sedevano sei "senatrici" (su 46 deputati, il 13,0%). Solo Brigitte Häberli-Koller (PPD/TG) si è presentata nuovamente al giudizio popolare. Visto il vantaggio di cui gli uscenti classicamente godono nelle elezioni, non sono mancati timori per una tenuta della deputazione femminile, malgrado l'emozione suscitata dallo sciopero delle donne di giugno nell'opinione pubblica.

Undici donne agli Stati? - Gli ambienti femminili si sono mostrati assai più ottimisti. La consigliera nazionale Kathrin Bertschy (Verdi liberali/BE), copresidente dell'Alleanza delle società femminili svizzere (alliance f), che si è espressa nei media, ritiene possibile l'elezione di undici donne alla Camera dei Cantoni.

Uri e Neuchâtel - I risultati definitivi e parziali provenienti da Uri e Neuchâtel la renderanno certamente contenta. Gli elettori del cantone della Svizzera centrale hanno inviato a Berna a sostituire Isidor Baumann (PPD) la collega di partito Heidi Z'graggen, data come ampiamente favorita alla vigilia del voto. La direttrice del Dipartimento cantonale della giustizia, nell'esecutivo urano da 15 anni è la prima donna a rappresentare Uri alla Camera dei Cantoni, ma il popolo della Valle della Reuss ha già mandato a Berna una deputata, la consigliera nazionale Gabi Huber (PLR), dal 2003 al 2015. Il secondo seggio urano continuerà a essere occupato dall'uscente Josef Dittli (PLR). Se dal profilo partitico la deputazione neocastellana, eletta secondo il sistema proporzionale, rimarrà probabilmente immutata, cambiamenti sono innegabili. Da un lato il seggio del PS, finora occupato da Didier Berberat, sarà certamente occupato da una donna: le due candidate socialiste Martine Docourt Ducommun e Silvia Locatelli si stanno dando battaglia all'ultima scheda, seconda dati parziali.

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