Keystone (archivio)
La Camera dei cantoni dovrebbe trattare il dossier nella prossima sessione autunnale.
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14.08.2019 - 11:200
Aggiornamento : 14:53

Imprese responsabili, «il controprogetto va approvato»

La Commissione degli affari giuridici degli Stati ritiene necessaria la revisione del Codice delle obbligazioni. Il Nazionale lo ha già adottato

BERNA - Il controprogetto all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili" è sempre necessario. Lo ha ribadito la Commissione degli affari giuridici degli Stati (CAG-S) che ha invitato per la seconda volta la propria camera ad approvare la pertinente revisione del Codice delle obbligazioni.

Il controprogetto indiretto era stato adottato dal Nazionale nel giugno del 2018, ma gli Stati l'avevano bocciato nel marzo di quest'anno malgrado il parere favorevole della CAG-S. Visto che la Camera del popolo lo scorso giugno l'aveva nuovamente approvato, la competente commissione degli Stati si è nuovamente dovuta occupare del dossier e ha appunto per la seconda volta invitato il plenum ad adottarlo.

In una nota, la CAG-S precisa che la deliberazione di dettaglio verrà conclusa nella prossima seduta. Il dossier dovrebbe venir trattato dalla Camera dei cantoni ancora durante la sessione autunnale prevista in settembre.

Consiglio federale contrario - Intanto, sempre oggi, il Consiglio federale ha ribadito la sua contrarietà a iniziativa e controprogetto. Per l'esecutivo, le disposizioni in materia di responsabilità, benché attenuate nella controproposta, sono eccessive in quanto svantaggerebbero «chiaramente» la piazza economica svizzera.

Per il governo è necessario intervenire per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali da parte delle imprese svizzere all'estero, ma attuando «in modo coerente gli svariati strumenti esistenti». In questo senso i tre piani d'azione già decisi rispondono ampiamente alle richieste fondamentali dell'iniziativa. Il governo intende comunque «a tempo debito» elaborare un progetto preliminare in materia ispirandosi alle direttive dell'UE e tenendo conto dei progetti d'attuazione dei suoi Stati membri.

Intanto, sempre oggi, il Consiglio federale ha ribadito la sua contrarietà a iniziativa e controprogetto. Per l'esecutivo, le disposizioni in materia di responsabilità, benché attenuate nella controproposta, sono eccessive in quanto svantaggerebbero "chiaramente" la piazza economica svizzera.

Per il governo è necessario intervenire per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali da parte delle imprese svizzere all'estero, ma attuando "in modo coerente gli svariati strumenti esistenti". In questo senso i tre piani d'azione già decisi rispondono ampiamente alle richieste fondamentali dell'iniziativa. Il governo intende comunque "a tempo debito" elaborare un progetto preliminare in materia ispirandosi alle direttive dell'UE e tenendo conto dei progetti d'attuazione dei suoi Stati membri.

Cosa chiedono iniziativa e controprogetto - Con l'iniziativa, depositata il 10 ottobre 2016, si chiede che le imprese che hanno la loro sede statutaria, l'amministrazione centrale o il centro d'attività principale in Svizzera debbano rispettare, sia nella Confederazione che all'estero, i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali. Le imprese potranno inoltre essere chiamate a rispondere non soltanto dei propri atti, ma anche di quelli delle aziende che controllano economicamente senza parteciparvi sul piano operativo.

Il controprogetto approvato dal Nazionale chiede invece di escludere dalla responsabilità gestori e dirigenti delle società madri per comportamenti scorretti di società controllate. Inoltre la responsabilità riguarderebbe solo i danni alla vita e all'integrità personale o la violazione del diritto di proprietà.

Le imprese non dovrebbero rispondere di alcun danno se provano che hanno preso misure di protezione dei diritti dell'uomo e dell'ambiente previste dalla legge per impedirlo o che non potevano influenzare il comportamento di un'impresa controllata.

Al centro del controprogetto v'è la definizione del dovere di diligenza. Il consiglio di amministrazione di una società anonima dovrebbe identificare i rischi che rappresenta l'attività di tale società per i diritti umani e l'ambiente, adottare misure e rendere conto.

Il dovere di diligenza dovrebbe applicarsi alle grandi imprese che nel corso di due esercizi consecutivi, superano due dei tre valori seguenti: totale del bilancio di 40 milioni di franchi, giro d'affari di 80 milioni, effettivo di 500 impieghi a tempo pieno in media annua. Ciò rappresenterebbe circa 670 aziende.

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