Keystone - foto d'archivio
BERNA
19.06.2019 - 11:420

Quadri chiede «un segnale chiaro» contro l’UE

Il consigliere nazionale leghista vuole che il Consiglio federale ritiri la disponibilità al versamento del contributo di coesione

BERNA - La Commissione europea ha constatato «una mancanza di progressi» con Berna in merito all'accordo istituzionale e il vicepresidente Maros Sefcovic ha dichiarato che l'equivalenza per la Borsa svizzera scadrà automaticamente il 30 giugno, a meno che Bruxelles «decida esplicitamente il contrario».

La notizia è di ieri e le reazioni non si sono fatte attendere. Tra queste quella di Lorenzo Quadri: «Ancora una volta Bruxelles esercita indebite pressioni sulla Svizzera. Il suo disegno è di metterla in condizioni di sudditanza. Nella denegata ipotesi in cui l’accordo quadro istituzionale dovesse venire sottoscritto, il destino della Svizzera è quello di colonia dell’UE».

Il consigliere nazionale leghista chiede con un’interpellanza (firmata anche da Roberta Pantani) al Consiglio federale se intenda a questo punto «ritirare la disponibilità al versamento del contributo di coesione, dando così all’UE un “segnale chiaro”».

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