Keystone
SVIZZERA / UNIONE EUROPEA
18.06.2019 - 13:010
Aggiornamento : 15:06

Bruxelles constata «una mancanza di progressi» con Berna

La Commissione europea ha discusso oggi delle relazioni tra la Svizzera e l'UE. Il vicepresidente: «La nostra porta rimane aperta»

BERNA - La Commissione europea ha costatato oggi «una mancanza di progressi» con Berna in merito all'accordo istituzionale. Non vi è alcuna necessità immediata di prendere una decisione, ha dichiarato il vicepresidente Maros Sefcovic. L'equivalenza per la Borsa svizzera molto probabilmente non sarà prorogata.

Interrogato da un giornalista, il vicepresidente della Commissione europea ha dichiarato che l'equivalenza scadrà automaticamente il 30 giugno, a meno che Bruxelles «decida esplicitamente il contrario». «Penso che sia una dichiarazione molto, molto, molto chiara», ha aggiunto.

La Commissione europea, il presidente Jean-Claude Juncker e il commissario europeo Johannes Hahn hanno fatto tutto il possibile per raggiungere un risultato. Sefcovic ha sottolineato che ci sono state «innumerevoli e innumerevoli trattative» con Berna. Juncker ha parlato personalmente 23 volte con quattro presidenti svizzeri, ci sono stati 32 cicli di negoziati e il commissario europeo Hahn, responsabile della politica di vicinato e dei negoziati per l'allargamento, ha perso il conto degli incontri con i rappresentanti elvetici, ha detto aggiungendo: «abbiamo fatto del nostro meglio».

Le porte della Commissione europea comunque rimarranno aperte fino alla fine del suo mandato, ha assicurato Sefcovic. Il mandato dell'attuale Commissione scade ufficialmente il 31 ottobre.

Esattamente una settimana fa, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si era detto pronto a fornire «chiarimenti» sull'accordo quadro istituzionale, a seguito della richiesta svizzera. Ma aveva indicato che la richiesta di precisazioni doveva giungere entro oggi, 18 giugno, data della riunione della Commissione europea.

Non è ancora troppo tardi per estendere l'equivalenza borsistica. Secondo le informazioni fornite dalla Commissione, gli Stati membri potrebbero prendere una decisione entro cinque giorni, ma hanno bisogno di una raccomandazione positiva da parte dell'esecutivo Ue.

Nel dicembre 2017 l'Unione europea ha concesso per la prima volta alla Borsa svizzera l'equivalenza tecnica per un periodo di tempo limitato. Bruxelles ha legato la proroga all'avanzamento dei negoziati sull'accordo quadro tra la Svizzera e l'UE. Nel 2018 la Commissione europea aveva nuovamente prolungato tale equivalenza fino alla fine di giugno 2019.

Il Consiglio federale nel frattempo ha deciso di introdurre un nuovo obbligo di riconoscimento per le piazze commerciali estere, nel caso l'equivalenza concessa dall'Ue dovesse scadere.

Commenti
 
roma 1 mese fa su tio
...il pianeta è rotondo, non piatto.
sedelin 1 mese fa su tio
RICATTO!
Mag 1 mese fa su tio
Aldilà delle opinioni anti UE (che di principio condivido), strategicamente parlando la questione si fa impellente. Perdere l'equivalenza borsistica potrebbe anche dare adito a un "tonfo" per le aziende svizzere quotate in borsa (banche incluse). Questo significherebbe "pedate e schiaffi" al CF elvetico da parte delle lobby svizzere. Purtroppo con l'UE non c'è storia, se giochi al loro gioco ti fanno a pezzi. Il cambiamento necessario per riappropriarsi di una politica socio-economica tipo quella degli anni 80, sarebbe cosi' radicale, che necessiterebbe di un moderno "Simon Bolivar" svizzero, cioè, una persona con una leadership fortissima di cui nessun politico attualmente gode e anche un sostegno popolare molto esteso di cui nessun partito gode. Detto in soldoni: nessuno ha la palle per farlo (me non escluso).
Orso 1 mese fa su tio
Certo..... complimenti a tutti. Parlate solo perché non sapete neanche cosa vuol dire equivalenza borsa svizzera:) complimenti ancora. Quando torneremo a coltivare le patate piangerete e piangerete e andremo a fare i frontalieri in italia! Bravi continuate cosi.
roma 1 mese fa su tio
@Orso ..ma certo, ma certo.
pontsort 1 mese fa su tio
@Orso Il punto é che hanno fatto di qualcosa di cui avremmo diritto un mezzo di ricatto nel miglior stile mafioso. Per l'equivalenza sarebbe sufficiente rispettare le loro norme in campo finanziario ( e le nostre regole sono piu restrittive) come qualsiasi altro paese terzo che ce l'ha. Ma é più facile fare i bulli con la svizzera invece che con usa o australia.
Mattiatr 1 mese fa su tio
@pontsort Senza considerare che essendo la CH uno stato sovrano abbiamo tutto il diritto di scegliere le nostre leggi da soli. Questa moda recente che la Svizzera debba farsi bella all'UE non mi piace. Mi pare che i bilaterali siano diventati un ''le leggi UE valgono in Svizzera, ma l'Unione non è formalmente tenuta a considerare le richieste rossocrociate''. Facile rompere le balle quando sono loro ad aspettare, però mi pare che il famoso accordo sui frontalieri che il Ticino aspetta da anni non sia così rilevante da esser preso in considerazione.
Monello 1 mese fa su tio
che piacere leggere questo articolo ...magari siamo meno coglio...di quello che sembriamo !
Zarco 1 mese fa su tio
Bene! farmi comandare dal Signor Alpolicella/Merlot
roma 1 mese fa su tio
Finalmente una buona notizia.
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