Keystone (archivio)
La mozione presentata a marzo da Quadri chiedeva di modificare la Legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (art 7) affinché l'estradizione di cittadini svizzeri sia possibile in caso di condanne per reati di terrorismo.
SVIZZERA
05.06.2019 - 14:540
Aggiornamento : 15:29

L'ex brigatista Baragiola «non va riconsegnato all'Italia»

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione presentata da Lorenzo Quadri

BERNA - L’ex brigatista Alvaro Lojacono Baragiola non va riconsegnato alle autorità italiane. È questa la posizione del Consiglio federale che propone di respingere la mozione presentata lo scorso marzo dal Consigliere nazionale Lorenzo Quadri, non ritenendo «opportuno modificare le disposizioni vigenti» e ricordando come «il principio secondo cui gli Stati non estradano i propri cittadini è sancito nella maggior parte dei sistemi giuridici europei.

Nel caso Lojacono Baragiola un procedimento penale è stato avviato in Svizzera nel 1988 su domanda dell'Italia. L’ex brigatista è stato condannato nel 1989 a una lunga pena detentiva, in seguito scontata. Per quanto concerne altri presunti reati risalenti al periodo 1975-80 - prosegue il Consiglio federale -, il procedimento «è stato abbandonato per mancanza di prove; anche una sentenza pronunciata in contumacia in Italia nel 1996 non ha potuto essere eseguita, perché riguardava un reato commesso prima dell'entrata in vigore dell'AIMP, il 1° gennaio 1983, e perché la legge non poteva essere applicata retroattivamente».

Considerata la situazione il Consiglio federale esclude inoltre che «oggi possa nuovamente verificarsi un caso simile» e sottolinea in ogni caso che la Svizzera «dispone di sufficienti basi legali per tradurre in giustizia gli Svizzeri che hanno commesso un reato all'estero ma che non possono esservi estradati in ragione della cittadinanza».

«Lojacono? Ce lo teniamo!» - La proposta del Consiglio federale è stata ovviamente ricevuta con grande disappunto, ma senza sorpresa, dal deputato leghista, che su Facebook scrive: «Come ampiamente prevedibile, il Consiglio federale non ne vuole sapere di consegnare all'Italia il terrorista. Nel Belpaese Lojacono ha varie condanne da scontare, tra cui un ergastolo. Però rimane a piede libero in quanto latitante in Svizzera. Dove beneficia pure del pubblico impiego e rilascia interviste, neanche fosse un "maître à penser"».

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