Keystone (archivio)
BASILEA
19.05.2019 - 17:410

No all'"oceanario", sì al Museo di storia naturale

I contrari adducevano argomenti ecologici e legati alla protezione degli animali che avrebbero dovuto essere ospitati nel gigantesco acquario

BASILEA - Non vedrà la luce a Basilea l'"oceanario", un enorme acquario dedicato agli oceani, nelle vicinanze dello zoo. L'elettorato di Basilea Città ha infatti respinto oggi alle urne con il 54,56% dei voti il progetto, dal costo di circa 100 milioni di franchi finanziato interamente da donazioni. Accolto invece il credito per un nuovo Museo di storia naturale e per l'Archivio di Stato.

Il progetto per la costruzione dell'"oceanario" ha fatto molto discutere nel cantone renano: i votanti si sono in sostanza dovuti esprimere su un nuovo piano urbanistico approvato a larga maggioranza dal Gran Consiglio, ma contro il quale diverse organizzazioni ambientaliste, fra cui la Fondazione Franz Weber e l'Alleanza verde hanno lanciato con successo il referendum. I contrari adducevano argomenti ecologici e legati alla protezione degli animali che avrebbero dovuto essere ospitati nel gigantesco acquario.

Immediata la reazione del direttore dello Zoo di Basilea Olivier Pagan, che non nasconde la sua grande delusione: «Eravamo convinti che l'Ozeanium fosse un ottimo progetto e speravamo che l'elettorato di Basilea ce lo avrebbe confermato», ha detto. Il "no" uscito oggi dalle urne non è da percepire come un "no" di principio, anche se la ragion d'essere dello zoo è stata più volte messa in discussione nel corso di una «campagna estremamente dura e talvolta condotta ingiustamente». Difficile dire come evolverà lo zoo dopo il rifiuto del grande progetto: «non abbiamo un piano B per la crescita in nessuna formax, ha detto.

Dalle urne è invece uscito un sì convinto (60,33% dei voti) per un credito di 214 milioni di franchi destinato alla costruzione di un nuovo Museo di storia naturale e dell'Archivio di Stato. Il progetto è stato approvato a larga maggioranza dal Gran Consiglio, ma l'UDC ha lanciato un referendum a causa dei costi giudicati eccessivi.

Esito sorprendente è stato quello di un'iniziativa della Gioventù socialista per una maggiore imposizione dei redditi superiori ai 200'000 franchi: il testo è stato accolto con il 52,71% dei voti.

Bocciatura risicata (50,08% di no) invece per un'iniziativa del PPD che chiedeva di poter dedurre i premi di cassa malattia dalla dichiarazione d'imposta.

I basilesi hanno infine accolto con il 59,05% dei voti una modifica di legge che chiedeva di trasferire la riscossione dell'imposta di culto dai comuni al Cantone.

La partecipazione al voto è stata del 55,49%.
 
 

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