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SVIZZERA
08.05.2019 - 07:440

L'abbattimento di lupi sotto il "cupolone"

Il Nazionale si chinerà oggi sulla modifica della legge federale sulla caccia. Contro la revisione potrebbe scattare il referendum

BERNA - L'agevolazione dell'abbattimento di lupi - ma anche di linci, castori e orsi - è il tema caldo del secondo giorno della sessione speciale. È infatti quanto preconizza la modifica della legge federale sulla caccia in agenda oggi al Consiglio Nazionale.

La revisione - contro cui potrebbe essere lanciato un referendum - prevede che la regolazione degli effettivi di alcune specie protette possa essere facilitata, al fine di impedire «grossi danni o pericoli» per l'uomo.

Sin dalla sua riapparizione nel 1995, lo statuto del lupo in Svizzera ha suscitato parecchie discussioni. Il Consiglio federale ha già chiesto un suo declassamento da «specie assolutamente protetta» a «protetta» nell'ambito della Convenzione di Berna. La discussione in merito è stata sospesa almeno fino al prossimo novembre poiché diverse parti contraenti non hanno ancora preso posizione. Tale modifica deve essere portata davanti al Consiglio d'Europa.

Nel contempo, il Governo ha sottoposto al Parlamento una revisione della legge sulla caccia. Senza mettere in discussione lo statuto del lupo, la modifica legislativa prevede che il predatore possa essere abbattuto più facilmente in Svizzera.

La revisione fa esplicitamente riferimento alla regolazione degli effettivi di specie protette e non più solo all'abbattimento di animali isolati. I Cantoni non saranno più obbligati a provare un danno concreto. Previa consultazione dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), potranno effettuare «interventi regolatori negli effettivi» non soltanto per i lupi, ma anche per talune altre specie protette che sono fonte di controversie.

Misure dovrebbero inoltre poter essere prese se un animale causa danni o rappresenta un pericolo per l'uomo. In questo modo sarà possibile abbattere un orso solitario che penetra ripetutamente nei villaggi in cerca di cibo.

Durante la scorsa sessione estiva, il tema ha dato adito a un lungo e animato dibattito agli Stati, durato quasi sei ore, nel corso del quale la destra è riuscita in vari punti a rafforzare il progetto. In particolare, è passata una proposta che impedisce i ricorsi contro decisioni cantonali relative a specie che possono essere cacciate. Dal canto suo, la sinistra ha dapprima tentato invano di rinviare la modifica della legge al Governo - proposta bocciata con 29 voti contro 14 - e poi di limitarne la portata.

Il nazionale non è soddisfatto del progetto modificato dagli Stati e ha tentato di adeguarlo in commissione. Quest'ultima ha allentato ulteriormente le disposizioni riguardanti l'abbattimento del lupo, ma a differenza della Camera dei Cantoni, linci e castori non sono menzionati espressamente nella legge quali specie cacciabili.

Si è poi pronunciata a favore del disegno del Consiglio federale e ha prorogato il periodo di regolazione degli effettivi di lupi di due settimane. La Commissione ha anche attenuato le condizioni che devono essere adempiute per una regolazione: questa non deve essere attuata soltanto per prevenire danni "ingenti" e non devono essere necessariamente adottate previamente misure di protezione dal lupo.

Infine, ha inserito una nuova disposizione che consente alla Confederazione di stanziare aiuti finanziari ai Cantoni per la sorveglianza e l'attuazione di misure nei confronti del lupo.

Per le associazioni in difesa dell'ambiente e di protezione degli animali, ci si è spinti troppo lontano. Per questo motivo hanno già minacciato il lancio del referendum contro il progetto, definito una "legge d'abbattimento". Nel frattempo, auspicano che il campo rosso-verde possa riuscire a limitarne la portata in Parlamento.

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