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15.04.2019 - 10:180

Preventivi, il pessimismo nei cantoni è sovrano

Complessivamente, per il 2018, hanno messo a preventivo un rosso di 23 milioni di franchi. In realtà hanno chiuso i conti con un'eccedenza di 2,4 miliardi. L'esperto: «Tutta colpa dell'incertezza»

BERNA - Come la Confederazione, anche i cantoni sono stati troppo pessimisti nei loro preventivi per il 2018: alla fine tutti - ad eccezione di Giura e Obvaldo - hanno chiuso l'anno con conti in positivo. È quanto emerge da un'analisi effettuata da Keystone-ATS sulla base dei consuntivi presentati sino a oggi da 24 cantoni; mancano solo Berna e Neuchâtel.

I cantoni considerati avevano complessivamente messo a preventivo un rosso di 23 milioni di franchi: in realtà hanno chiuso i conti con un'eccedenza di 2,3 miliardi. Anche chi ha terminato in rosso lo ha fatto con toni meno accesi di quanto temuto: Giura, con 1 milione contro 6, Obvaldo con 29 milioni contro 36 milioni.

Dei dieci cantoni che avevano pronosticato un deficit, otto hanno terminato l'anno con dati molto positivi: si tratta di Ginevra, Lucerna, Grigioni, Nidvaldo, Uri, Appenzello Interno, Glarona e Sciaffusa.

Otto cantoni (Zurigo, Argovia, Basilea Città, Basilea Campagna, Ginevra, San Gallo, Ticino e Svitto) hanno presentato un'eccedenza a tre cifre. Zurigo mostra il risultato più significativo, con 548 milioni in più in cassa. Anche il Ticino ha pubblicato cifre rallegranti (137 milioni).

Zurigo, Ginevra e Aarau i più "sbadati" - Gli errori di stima più marcati sono stati commessi a Zurigo, Ginevra e ad Aarau. Nel cantone più popoloso della Svizzera i conti hanno chiuso in miglioramento di 494 milioni rispetto al preventivo. Ginevra si è sbagliato di 409 milioni, Argovia di 299, il Ticino di 68 milioni.

Quasi tutte le eccedenze sono da ricondurre a un significativo aumento del gettito fiscale. Ad esempio nei Grigioni sono entrati 800 milioni di franchi: non era mai successo. La gran parte dei cantoni avevano inoltre sottostimato le entrate della loro quota di imposta federale.

Per giustificare i bilanci più rallegranti vengono anche spesso citati effetti straordinari. Fra questi figurano gli introiti generati dalla distribuzione degli utili della Banca nazionale svizzera, che nel 2018 sono raddoppiati. In alcune regioni - è il caso in particolare dei Grigioni - hanno pesato anche i rimborsi da parte di AutoPostale dopo la frode relativa alle sovvenzioni.

Il buono stato delle finanze consente ai cantoni di effettuare investimenti significativi. Vaud, ad esempio, ha riservato 30 milioni di franchi per il previsto centro di ricerca sul cancro di Losanna, mentre i Grigioni hanno riservato parecchio denaro per il prefinanziamento del centro universitario di Coira.

Spesso il denaro viene però destinato alle riserve o utilizzato per ridurre i debiti. Lucerna ritiene per esempio di avere a portata di mano l'obiettivo di essere senza debiti.

La sana situazione finanziaria della maggior parte dei cantoni si riflette anche in indici di autofinanziamento in alcuni casi in larga misura oltre il 100%. Gli investimenti possono quindi provenire da risorse proprie. Una delle poche grandi eccezioni è il cantone di Obvaldo, il cui tasso di autofinanziamento è fortemente negativo a causa di un deficit strutturale.

Il buon andamento è dovuto anche alla disciplina sul fronte delle spese. Le amministrazioni spendono spesso meno di quanto a budget. Ma quando le casse sono piene si fanno prontamente sentire anche le richieste di sgravi fiscali. Vista la consistente eccedenza, Zurigo ne discuterà in dicembre. Anche Svitto vede un potenziale di riduzione delle imposte.

Come da tradizione i responsabili delle finanze cercano di far fronte agli appetiti parlando del previsto peggioramento della situazione economica nei prossimi anni. I cantoni mantengono quindi i programmi di austerità adottati nel passato.

«Tutta colpa dell'incertezza» - Non vi è una tendenza sistematica a peggiorare le previsioni in sede di preventivo: ne è convinto Christian Keuschnigg, professore di economia all'università di San Gallo, secondo il quale un "atterraggio di precisione" in materia di pianificazione di bilancio non è possibile a causa di molti fattori di incertezza.

Non è facile prevedere l'andamento dell'economia e, di conseguenza, il gettito fiscale, ha spiegato a Keystone-ATS l'esperto di finanze pubbliche. In linea di principio è comunque una buona notizia finire l'anno in attivo invece che in deficit. Con un po' di ritardo ciò offre infatti la possibilità di procedere a sgravi fiscali, di ridurre il debito o di effettuare investimenti. I cantoni possono inoltre meglio prepararsi agli imprevisti.

Secondo Keuschnigg va peraltro sottolineato che la solidità mostrata dall'economia svizzera rispetto agli standard internazionali è dovuta anche al margine di manovra finanziario che i cantoni si sono creati da soli. Un paese innovativo come la Svizzera, con la sua buona competitività internazionale e la disoccupazione molto bassa, non richiede prestazioni eccessive alle istituzioni statali. Quanto impegno una società vuole dallo stato è in definitiva una discussione politica, conclude l'esperto.
 
 


 
 

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