Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
08.04.2019 - 19:280
Aggiornamento : 20:07

Norma contro le discriminazioni sessuali: referendum riuscito

Il popolo avrà così la possibilità di respingere alle urne «questa restrizione sproporzionata della libertà di espressione e di coscienza», scrive il comitato "No a questa legge di censura!"

BERNA - Gli svizzeri saranno chiamati con ogni probabilità a votare sull'estensione della norma penale antirazzismo affinché sia vietata anche la discriminazione basata sull'orientamento sessuale. Il comitato che ha lanciato il referendum ha annunciato oggi di aver consegnato alla Cancelleria federale 70'349 firme certificate.

Il popolo avrà così la possibilità di respingere alle urne «questa restrizione sproporzionata della libertà di espressione e di coscienza», scrive in una nota il comitato "No a questa legge di censura!".

Lo scorso dicembre le Camere federali - dando seguito a un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Mathias Reynard (PS/VS) - avevano deciso di sanzionare penalmente anche le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale, modificando l'articolo 261bis del codice penale. Questo consente attualmente di punire esclusivamente la discriminazione di una persona per la sua razza, etnia o religione, ma non per il fatto di essere vittima di esternazioni omofobe.

Il comitato referendario è composto principalmente da politici dell'Unione democratica federale (UDF), piccolo partito conservatore cristiano che basa il suo programma sulla Bibbia, e dell'UDC. Con l'estensione della norma penale, parroci e pastori «avrebbero ad esempio difficoltà a citare le verità bibliche», aveva affermato recentemente il suo presidente, nonché presidente dell'UDF, Hans Moser, interpellato da Keystone-ATS

All'inizio la raccolta delle 50'000 firme necessarie è stata difficile, aveva ammesso Moser: all'UDF è stato da più parti rimproverato di essere contro gay e lesbiche. Tuttavia, il comitato sostiene di aver trovato in seguito il sostegno di «ampi strati della popolazione» che «condividono i suoi timori».

Nella sua nota scrive ancora: «Va da sé (...) che le persone omosessuali sono membri a pieno titolo della società. L'odio e la discriminazione (trattamenti iniqui ingiustificati) non devono essere tollerati e sono per fortuna mal visti e proscritti in Svizzera». Tuttavia - aggiunge - la «vaga» nozione di «orientamento sessuale» va «oltre l'obiettivo perseguito» e «una legge di censura così assurda» è per giunta «controproducente»: «i divieti di pensiero e di espressione non hanno mai avuto effetto positivo durevole in una società libera».

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