KEYSTONE/EPA (ANTHONY ANEX)
BERNA
28.02.2019 - 15:290

Un incontro strategico tra Cassis e Jhinaoui

Il ministro degli affari esteri tunisino è stato ricevuto oggi a Berna. Sul tavolo: transizione democratica, sviluppo economico e migrazione

BERNA - Il consigliere federale Ignazio Cassis ha ricevuto oggi il ministro degli affari esteri tunisino Khemaies Jhinaoui per una visita ufficiale di lavoro a Berna. I due omologhi hanno discusso della cooperazione internazionale allo sviluppo e hanno firmato una dichiarazione d'intenti in materia. Sono state affrontate pure le relazioni economiche tra i due paesi e la questione migratoria.

Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha accolto il suo ospite alla Casa von Wattenwyl, dapprima per un incontro privato e in seguito assieme alle rispettive delegazioni.

La Svizzera ha definito una strategia di cooperazione con la Tunisia che prevede tre assi prioritari: transizione democratica, sviluppo economico, protezione e migrazione. Per il 2019, il budget della Confederazione (DFAE, Segreteria di Stato dell'economia, Segreteria di Stato della migrazione) per la Tunisia dovrebbe situarsi intorno ai 20 milioni di franchi.

Durante i colloqui Cassis ha espresso soddisfazione per la cooperazione tra la Svizzera e la Tunisia in materia di migrazione, menzionando in particolare l'aiuto al ritorno e alla reintegrazione. I due ministri hanno parlato anche della necessità di intensificare gli scambi economici reciproci. Il capo del DFAE ha inoltre annunciato il lancio di un programma di promozione della cultura in Nordafrica che sarà attuato in collaborazione con l'Arab Fund for Arts and Culture (Fondo arabo per le arti e la cultura).

Cassis e Jhinaoui hanno infine discusso della questione dei beni del clan dell'ex presidente Ben Ali, bloccati in Svizzera dal 2011. Il blocco, che riguardava in origine un importo di 60 milioni di franchi, è stato più volte prorogato dalla Svizzera e a oggi è stato possibile restituire alla Tunisia solo una piccola parte dei fondi interessati.

Il capo del DFAE ha spiegato al suo ospite che per rendere possibili ulteriori restituzioni è necessario che i procedimenti in corso in Tunisia avanzino e si concludano con sentenze che dimostrino l'illiceità della provenienza dei valori patrimoniali.

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