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SVIZZERA
27.01.2019 - 11:520

Ricostruire l'economia del Medio Oriente, l'idea di Cassis

Il consigliere federale propone di lanciare un'iniziativa, coinvolgendo i Paesi confinanti con la Svizzera

BERNA - Lanciare un'iniziativa per la ricostruzione economica del Medio Oriente coinvolgendo i Paesi confinanti con la Svizzera. È quanto propone il ministro degli esteri Ignazio Cassis, in modo da creare delle prospettive concrete in una regione dove attualmente non si assiste ad alcun progresso sul piano politico.

«Il processo di pace dell'Onu è in fase di stallo», ritiene il consigliere federale in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag, proponendo di «adottate misure concrete per creare prospettive economiche, ad esempio sostenendo le start-up». I giovani - prosegue - «non devono concentrarsi su chi è il loro avversario, ma su come accrescere la loro prosperità».

Malgrado il suo impegno e i suoi buoni uffici, da sola la Svizzera può tuttavia ben poco, ammette Cassis, che intende coinvolgere altri Paesi. «Ne ho parlato al WEF con il ministro degli esteri austriaco e ne discuteremo più approfonditamente la prossima settimana durante la sua visita a Berna. Ne ho già discusso anche con il ministro degli esteri tedesco. La situazione nella regione è stata anche oggetto di un precedente incontro con il ministro degli esteri russo Lavrov», precisa il ticinese.

Non si tratta però di una sorta di Piano Marshall, ma un progetto «che possa sostenere l'economia del Medio Oriente», puntualizza il consigliere federale.

Nell'intervista Cassis parla anche delle difficoltà a cui si va in contro trattando con Paesi di cultura molto diversa dalla nostra, come la Cina o quelli appartenenti al mondo arabo. In questo caso «bisogna considerare i diversi contesti», rileva. «I miei diplomatici mi raccomandano costantemente ciò che posso e non posso dire.» Sulla Cina in particolare, Cassis afferma che la situazione evolve, si muove forse di millimetri, ma si muove.

Comunque «possiamo, ad esempio, esigere che le questioni ambientali e del mercato del lavoro siano incluse quando facciamo affari con altri paesi», precisa. «Questo è il motivo per cui gli accordi di libero scambio di terza generazione includono sistematicamente capitoli legati all'ambiente e al sociale.»

Sul recente e contestato tweet scritto dopo una visita a una miniera di rame del gruppo Glencore in Zambia, usato dall'azienda per farsi pubblicità, in barba alle critiche di varie ong sulle condizioni di lavoro e sull'inquinamento, Cassis afferma che lo scriverebbe allo stesso modo. Nella miniera «non è ancora tutto perfetto, ma sta andando nella giusta direzione. Ho semplicemente espresso quanto ero sorpreso positivamente. Il resto lo hanno fatto i media».

Commenti
 
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vulpus 3 anni fa su tio
Povero PLR, con un consigliere federale che vive in un limbo tutto suo.Non sarebbe ora di richiamarlo alla realtà?Ma come può un ministro svizzero proporre di ricostruire una economia in Medio Oriente , quando i relativi paesi sono sempre in uno stato de belligeranza accresciuta? Che tipo di influenza si immagina di poter esercitare su questi paesi, dove l'unico metodo di convincimento è la fornitura di miliardi in armi?Ci sono ben altri problemi che il nostro ministro dovrebbe finalmente affrontare.Il WEF sembra che lo abbia ulteriormente estraniato dalla realtà.
Mattiatr 3 anni fa su tio
@vulpus Il problema non è l'idea di ricostruire il medio oriente, quello sarebbe anche possibile con anni di sforzi. Il problema è che lo propone a nome della Svizzera, siamo ancora un paese neutrale e con le nazioni estere che sono in guerra aiutare un paese piuttosto che un altro potrebbe portarci ad avere dei fraintendimenti, perdendo quindi ciò che di più caro abbiamo, la neutralità. Non possiamo avere una politica estera come con un qualsiasi altro paese, dobbiamo essere attenti a quello che facciamo. Non possiamo andare dietro all'Unione europea come se fosse dio in terra, abbiamo il dovere di considerare tutti i paesi nello stesso modo. Dobbiamo trattare con la Russia e con la Cina esattamente come trattiamo con gli Stati Uniti e con la Germania. Cercare di ricostruire una parte di mondo con i soldi CH significherebbe dover dare soldi a tutti per rimanere imparziali. Diciamo che come Svizzero preferirei una politica un po' più attenta su sti temi.
streciadalbüter 3 anni fa su tio
Meglio isolati e liberi che connessi e schiavi di qualche unione(E).Morat e San jacobo non obliar!
seo56 3 anni fa su tio
Una ne fa e cento ne pensa!!
lo spiaggiato 3 anni fa su tio
Ewwai Ignazio ! ! !... :-)))))
streciadalbüter 3 anni fa su tio
Che si occupi in prima linea degli Svizzeri che pagano il suo lavoro.
miba 3 anni fa su tio
@streciadalbüter Concordo in pieno...ma ciò è molto più difficile che non andare in giro per il mondo a raccontare cavolate a chi crede ancora che la Svizzera è rimasta il Bengodi del mondo.....
Galium 3 anni fa su tio
@streciadalbüter Ma che cosa volete da un Ministro degli Esteri? Che stia a Berna a scaldare la scrivania? Deve viaggiare se vuole difendere i nostri interessi. A meno che non si voglia isolare completamente la Svizzera dal resto del mondo
Mattiatr 3 anni fa su tio
@Galium Il ministro degli esteri deve concentrarsi sui trattati che coinvolgono CH ed esterni. Il ministro degli esteri deve pensare solo alla Svizzera visto che essa è neutrale e pertanto non ha il diritto di metter mano su altre nazioni, non ha il diritto di coinvolgersi in battaglie, discussioni o altro che non coinvolgono la Svizzera direttamente. Non è giusto che un paese neutrale inizi a parlare di nazioni straniere, anche se si tratta di economia. Altrimenti molliamo la neutralità, allora sì che ne avremo il diritto, però per noi sarebbe una grande sconfitta.
Galium 3 anni fa su tio
@Mattiatr Non ci si può cristallizzare su un concetto così estensivo di neutralità. Non è più al passo con i tempi. Non sono un estimatore di Cassis, soprattutto per come si è comportato prima della sua elezione. Credo tuttavia che in questo caso agisca in accordo con gli interessi, diretti o indiretti della Svizzera. Questo è quanto importa.
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