Keystone
VAUD
18.12.2018 - 16:390

Niente votazione sulla preferenza indigena nel Canton Vaud

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un membro del comitato d'iniziativa che protestava contro una decisione di una corte cantonale che aveva invalidato la proposta di modifica

LOSANNA - I Vodesi non voteranno sull'iniziativa "Immigrazione libera", che mira a stabilire la preferenza indigena per l'occupazione nel Cantone. Lo ha stabilito il Tribunale federale di Losanna, che ha respinto il ricorso di un privato, membro del comitato d'iniziativa, contro una decisione di una corte cantonale che aveva invalidato la proposta di modifica costituzionale.

Nel marzo 2017, alcuni affiliati al Partito liberale conservatore (PLC), formazione scaturita da una scissione interna all'UDC cantonale, hanno presentato un'iniziativa popolare dal titolo "Libera immigrazione e frontiere aperte: mantenere i nostri impieghi prima di tutto per i nostri residenti". Il testo mirava a introdurre una preferenza nazionale nel settore pubblico e privato del Cantone.

Con decisione del Consiglio di Stato, confermata dal Tribunale cantonale, l'iniziativa è stata dichiarata nulla perché non conforme all'Accordo sulla libera circolazione delle persone. Uno degli iniziativisti, il consigliere comunale di Losanna Philipp Stauber, si è quindi rivolto ai giudici di Losanna.

In una decisione odierna, l'alta corte ha giudicato che il diritto di essere sentiti di Stauber non è stato violato. I giudici di Mon Repos rammentano inoltre che gli elettori o un comitato d'iniziativa non possono avvalersi di questo principio finché un parlamento non si pronuncia sulla validità di un'iniziativa.

Lo stesso principio deve valere per un Consiglio di Stato, a meno che quest'ultimo non abbia svolto un'indagine prima di prendere una decisione, ciò che non è il caso nella fattispecie. Ad ogni modo, i promotori dell'iniziativa hanno avuto la possibilità di esprimersi durante il procedimento dinanzi al Tribunale cantonale.

Nel merito, quindi, i giudici federali concordano con il punto di vista dei loro colleghi vodesi. Imponendo alle pubbliche amministrazioni di dare la preferenza ai cittadini svizzeri o stranieri con permesso di domicilio, l'iniziativa discrimina i cittadini dell'UE poiché non viene rispettato l'accordo sulla libera circolazione delle persone che lega la Confederazione all'Ue.

Lo stesso vale per la tassa applicata a quei datori di lavoro del settore privato che assumono determinate categorie di lavoratori stranieri.

Infine, per il Tribunale federale l'iniziativa vodese diverge dal testo "prima i nostri" accettato dal popolo ticinese nel 2016. Quest'ultima iniziativa, infatti, si limita a fissare un obiettivo e un mandato legislativo di ampia portata, senza imporre obblighi specifici alle amministrazioni pubbliche e ai datori di lavoro del settore privato.

Commenti
 
lo spiaggiato 11 mesi fa su tio
Beh, visto i risultati della stessa iniziativa farlocca proposta dai soliti ganasa lega e Udc in Ticino fanno bene a risparmiarsela...
LAMIA 11 mesi fa su tio
Avanti così che quando l esasperazione esploderà ci rimetteremo tutti
Danny50 11 mesi fa su tio
Il marciume impera. Avanti così con il “prima gli altri “ e un bel giorno scoppierà il bubbone. Quando non si sa governare o giudicare ci si attacca alla libera circolazione che speriamo il popolo bue la rottami in votazione anche se abbiamo ultimamente capito che 1/4 degli aventi diritto al voto sono doppio passaportatori e perciò si parte con un serio handicap. Comunque no problem, fra 20 anni saranno oltre il 50% con magno gaudio dell’élite rossocrociata.
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