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SVIZZERA
12.12.2018 - 16:230

PPD: «Tutte le religioni devono rispettare lo Stato di diritto»

Il partito sostiene che è necessario avviare un vasto dibattito sui valori della nostra società, ispirati alla tradizione giudeo-cristiana

BERNA - Il PPD rispetta tutte le religioni e le culture, ma ritiene che esse debbano aderire ai principi fondamentali della nostra società, definiti nella Costituzione svizzera e nell'ordinamento giuridico. Questo implica che non si può invocare la fede per coprirsi il volto in pubblico, giustificare i matrimoni forzati o accettare la presenza predicatori che inneggiano alla violenza.

In un documento di posizione su "Stato di diritti e fondamentalismo", pubblicato oggi, il partito sostiene che è necessario avviare un vasto dibattito sui valori della nostra società, ispirati alla tradizione giudeo-cristiana. Il partito considera la strumentalizzazione politica dei movimenti religiosi come una minaccia per l'ordine giuridico svizzero e la coesistenza pacifica delle varie culture.

La libertà religiosa non può essere evocata per reclamare diritti contrari alla Convenzione europea dei diritti umani (CEDU) e allo Stato di diritto, spiega il PPD. "La fede è una questione privata, ma Stato e religione devono essere separati. Noi riteniamo che la legge religiosa debba quindi essere chiaramente subordinata allo stato di diritto", si legge nel documento.

In chiaro questo significa il rifiuto della sharia e del matrimonio con minorenni, anche se questo viene concluso in paesi in cui è consentito. Il PPD ha pure ribadito la sua ferma opposizione ai matrimoni forzati e chiede di scongiurare l'insorgere di "società parallele" con misure di integrazione mirate.

L'entrata in Svizzera, gli interventi pubblici e le visite temporanee di predicatori che inneggiano all'odio devono essere vietati preventivamente. Le comunità religiose, dal canton loro, devono impegnarsi a combattere la radicalizzazione dei loro membri. Per questo è importante che "siano trasparenti, organizzate nel rispetto dello stato di diritto e che abbiano persone di contatto chiaramente identificabili per le autorità", scrive il PPD. La maggioranza del partito rifiuta un eventuale riconoscimento delle organizzazioni musulmane e la formazione di imam in Svizzera. A suo avviso, spetta ai cantoni decidere in merito.

Il partito di Gerhard Pfister si oppone alle norme vestimentarie discriminatorie perché ostacolano l'integrazione. Non deve quindi essere consentito coprire il volto in spazi pubblici, per motivi sia di sicurezza che sociali. Quanto al foulard nelle scuole, il partito svizzero lascia alle sezioni cantonali la libertà di decidere tenendo conto delle particolarità locali.

Le donne e le ragazze hanno un ruolo fondamentale nell'integrazione dei migranti e devono quindi beneficiare di programmi di formazione e inserimento nel mercato del lavoro. "Dobbiamo spiegare quali sono i loro diritti", "il principio di uguaglianza deve essere applicato a tutte le donne e le ragazze in Svizzera", precisa il documento.

"Uguaglianza dei diritti, libertà, responsabilità individuale, solidarietà e tolleranza": sono questi concetti che guidano l'azione del PPD e che devono essere rispettati da tutti coloro che vivono in Svizzera, conclude lo scritto. Il partito chiederà al Consiglio federale, tramite un postulato, di studiare misure atte a integrare le diverse culture basandosi su questi principi.


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