SVIZZERA
30.11.2018 - 16:140
Aggiornamento : 17:21

Il Governo boccia l'iniziativa UDC contro la libera circolazione

Per il Consiglio federale una sua accettazione avrebbe conseguenze negative per la Svizzera e la sua economia

BERNA - Se accettata, l'iniziativa dell'UDC che chiede la fine della libera circolazione delle persone avrebbe pesanti conseguenze per l'economia elvetica. Per questo motivo la proposta di modifica costituzionale va bocciata, indica oggi il Consiglio federale precisando di non voler proporre alcun controprogetto.

In una conferenza stampa a Berna, la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga ha spiegato che l'iniziativa "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)", questo il suo nome, causerebbe, in base a dati della SECO, una diminuzione del PIL del 5-7% entro il 2035.

Se l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) venisse denunciato, a cadere, per via della cosiddetta clausola ghigliottina, sarebbero infatti tutti gli accordi bilaterali I conclusi con Bruxelles, ossia quelli sugli ostacoli tecnici al commercio, sugli acquisti pubblici, sull'agricoltura, sui trasporti terrestri e aerei e sulla ricerca.

L'accesso al mercato interno europeo diventerebbe inoltre molto più difficile causando notevoli difficoltà per le imprese elvetiche esportatrici. Anche i prezzi dei prodotti importati dall'UE aumenterebbero.

Una accettazione dell'iniziativa avrebbe inoltre conseguenze per il ricambio generazionale della forza lavoro: nei prossimi 10 anni arriverà all'età della pensione la generazione del baby-boom; si tratta di un milione di persone che andranno sostituite. Considerando la demografia attuale ci sarà un deficit di manodopera di 600'000 persone, ha spiegato Sommaruga.

In problema è che la Svizzera non è l'unico Paese in questa situazione, anche gli altri Stati dell'Europa occidentale hanno questo problema. L'iniziativa dell'UDC non permetterebbe però di affrontare la concorrenza e combattere la prevista penuria di personale.

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato ora incaricato di preparare il messaggio entro il 31 agosto del prossimo anno. Ciò significa che le discussioni in Parlamento non si terranno prima delle elezioni federali dell'autunno del prossimo anno.

L'iniziativa "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)" è stata depositata lo scorso 31 agosto con 116'139 firme valide. Il testo esige che la Svizzera regoli in maniera autonoma l'immigrazione degli stranieri. Impedisce inoltre ogni nuovo trattato di obbligo internazionale per la libera circolazione.

Se l'iniziativa venisse accettata dal popolo, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo con Bruxelles. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall'intesa nel mese successivo.


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