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26.11.2018 - 10:170
Aggiornamento : 15:13

Dispersione insediamenti, Leuthard contraria «a blocco rigido»

Per Governo e Parlamento l'iniziativa popolare in votazione il prossimo 10 febbraio, si spinge troppo in là prevedendo un «congelamento» della superficie edificabile

BERNA - L'iniziativa popolare dei giovani Verdi contro la dispersione degli insediamenti, in votazione il prossimo 10 febbraio, prevede un «congelamento» della superficie edificabile. Secondo la consigliera federale Doris Leuthard, che ha presentato oggi in conferenza stampa a Berna la posizione di governo e parlamento, una regolamentazione così rigida nuocerebbe sia alla popolazione che all'economia.

«L'iniziativa è troppo radicale, ingiusta e controproducente, non serve la causa del nostro Paese», ha dichiarato la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente. Il testo ("Fermare la dispersione degli insediamenti - per uno sviluppo insediativo sostenibile") chiede, in particolare, che qualsiasi nuovo terreno edificabile sia compensato mettendo a disposizione una superficie di dimensioni equivalenti.

Un congelamento totale della superficie edificabile nuocerebbe agli sforzi fatti affinché la Svizzera resti un luogo di vita e di lavoro attrattivo, secondo Leuthard.

I Cantoni stanno ancora lavorando all'applicazione della prima fase della Legge sulla pianificazione territoriale (LPT), approvata dal popolo nel 2013. Dovranno adeguare il loro piani direttori e presentarli al Consiglio federale entro la fine di aprile 2019. La LPT prevede che le zone edificabili debbano soddisfare il fabbisogno per 15 anni e che quelle sovradimensionate debbano essere ridotte.

Con il voto del 2013 il popolo ha già deciso provvedimenti più severi contro la dispersione degli insediamenti, ha detto Leuthard.  «Congelare a tempo indeterminato la superficie delle zone edificabili non è compatibile con i bisogni della popolazione e dell'economia» e non tiene conto delle particolarità cantonali e regionali, ha aggiunto la ministra.

L'iniziativa chiede una densificazione degli alloggi all'interno delle città e agglomerati. Ma questo principio è già applicato, ha sottolineato Leuthard. In molto comuni gli edifici vengono innalzati e le aree industriali dismesse trasformate in abitazioni.

Il testo dei giovani Verdi propone anche nuove regole per le costruzioni fuori dalle zone edificabili. Anche in questo caso è molto restrittivo sia per l'agricoltura che per il turismo. Per queste zone, la Confederazione ha appena messo in consultazione la seconda tappa della LPT che propone soluzioni più mirate

Il congelamento delle zone edificabili penalizzerebbe inoltre i Cantoni e i Comuni che hanno già pianificato le zone da costruire con moderatezza. Una diminuzione drastica dei terreni edificabili porterebbe a un aumento del prezzo al metro quadrato con un'incidenza sugli alloggi. A farne le spese sarebbe la popolazione, ha puntualizzato Leuthard.

Per contro i Cantoni che dispongono di estese superfici dove poter costruire sarebbero ingiustamente avvantaggiati. «L'iniziativa non tiene conto delle differenze regionali: Nyon non è Arosa», ha precisato la ministra dell'ambiente.

E molte questioni restano in sospeso. Se un Cantone ha bisogno di «liberare» nuovi terreni, la compensazione si farà a livello cantonale o nazionale? Vaga resta anche la questione riguardo ai costi legati alla soppressione e ridistribuzione delle zone edificabili.

La consigliera federale ha ricordato che le misure prese contro la dispersione degli insediamenti hanno già avuto i loro effetti. Tra il 2012 e il 2017, la superficie dell'area edificabile per abitante è passata da 309 a 291 m2, ossia una diminuzione di circa il 6%.

Nel 2017 le zone edificabili in Svizzera erano pari a 232'038 ettari, ossia il 5% della superficie del Paese. Su questo totale il 46% sono zone d'abitazione e il 14% aree di attività economiche. La superficie delle zone edificabili non costruite rappresenta tra 25'700 e 40'500 ettari (11-17%), secondo i parametri presi in considerazione per calcolarli.

Il Parlamento ha già chiesto di respingere questa iniziativa. Il testo è sostenuto dai Verdi, dalla Gioventù socialista, dall'Iniziativa delle Alpi, da Pro Velo, Mobilità pedonale Svizzera e da altre organizzazioni. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), che può contare su un ampio comitato di partiti e di associazioni, ha già annunciato la sua ferma opposizione, ritenendo l'iniziativa nociva e superflua.

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