Keystone
SVIZZERA
13.11.2018 - 16:280

Tarmed, la cura è ancora lunga

La nuova struttura delle prestazioni è pronta, ma non riesce a fare l'unanimità.

BERNA - La revisione delle tariffe ambulatoriali, pur se caldeggiata da tutti gli attori del settore sanitario, dovrà ancora affrontare un percorso irto di ostacoli. La nuova struttura delle prestazioni è infatti pronta, ma non riesce a fare l'unanimità.

La struttura tariffaria, completamente rimaneggiata, è stata validata dopo oltre due anni di lavoro, hanno comunicato oggi i partner riuniti intorno a Curafutura e alla Federazione dei medici svizzeri (FMH). Ora, sarà consegnata per informazione all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ed è aperta alla consultazione di tutte le parti interessate.

Si tratta di un'importante tappa intermedia in vista del completamento del tariffario medico (Tarmed), previsto per la primavera 2019. Nelle prossime settimane verranno ancora svolte numerose discussioni, ad esempio con i medici e gli esperti dei partner tariffali per definire le regole di applicazione e fatturazione.

Per condurre i lavori, nel 2016 è stata creata la società ats-tms da Curafutura (composta da CSS, Helsana, KPT e Sanitas, che rappresentano circa il 40% degli assicurati), dalla FMH, dalla Commissione delle tariffe mediche (CTM) e dall'associazione degli ospedali (H+). Quest'ultima si era però ritirata lo scorso settembre.

Secondo H+ infatti, ci sono poche possibilità che l'UFSP accolga favorevolmente la nuova struttura elaborata. Non riunisce infatti la maggioranza degli attori del ramo e permangono troppe divergenze su diversi punti, in particolare sulla neutralità dei costi, ha detto a Keystone-ATS la responsabile della comunicazione dei nosocomi Dorit Djelid.

Gli ospedali puntano piuttosto sul primo pacchetto di misure che il governo ha mandato in consultazione a settembre. Tra i provvedimenti studiati dal ministro della sanità Alain Berset vi è anche l'istituzione di un organismo nazionale indipendente che promuova prezzi forfettari a livello elvetico, per impedire stalli sui negoziati e migliorare l'efficienza in ambito ambulatoriale.

Il fronte degli assicuratori a sua volta non dà prova di particolare compattezza. L'associazione di settore santésuisse si è chiamata subito fuori dagli incontri per la nuova struttura. "Tuttavia - spiega il suo portavoce Christophe Kaempf - siamo aperti al dialogo se ci verrà dimostrato che le proposte non comporteranno oneri aggiuntivi per chi paga i premi".

Santésuisse si sta concentrando su un concetto di forfait per offrire maggiore trasparenza e garanzia di gestione delle spese. Un passo iniziale è stato compiuto a febbraio sottoscrivendo una convenzione con l'Associazione svizzera dei medici con attività chirurgica ed intensiva (FMCH). Gli oftalmologi saranno i primi a beneficiarne, ma trattative sono in corso per una decina di altri settori specifici.

Stando ai Cantoni invece, i quali potrebbero essere coinvolti nel finanziamento delle cure ambulatoriali, la revisione del Tarmed si avvia verso un binario morto. "Da una parte - constata Michael Jordi, segretario generale della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) - gli attori chiave non sono d'accordo fra di loro. Dall'altra ignoriamo le ripercussioni sul tariffario medico della struttura proposta da ats-tms".

Restano molti i punti da chiarire, mette in evidenza Jordi, il quale si chiede per esempio se essa permetterà di semplificare il sistema attuale che raggruppa più di 4600 posizioni tariffarie e di valorizzare i medici di primo ricorso.

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