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14.08.2018 - 11:490

Riforma fiscale, no all'aumento dell'Iva e dell'età di pensionamento

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), esaminando il Progetto fiscale 17, ha già preso alcune decisioni

BERNA - L'aumento dell'età di pensionamento delle donne da 64 a 65 anni non va preso in considerazione, come anche un incremento dell'Iva. Sono alcune delle decisioni di fondo adottate dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) in merito all'esame, non ancora terminato, del Progetto fiscale 17. Prevale nelle discussioni la soluzione di compromesso adottata dal Consiglio degli Stati.

No aumento età pensionabile e Iva - Il progetto fiscale 17, già approvato nel giugno scorso dagli Stati, è stato elaborato dopo la bocciatura popolare della Riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III). Giacché, per renderlo più appetibile alla sinistra, comprende anche una compensazione sociale a favore del Primo pilastro, è stato ribattezzato "Legge federale sulla riforma fiscale e finanziamento dell'AVS".

Per questo motivo, la commissione della sicurezza sociale del Nazionale (CSSS-N) era stata chiamata a fornire il proprio parere in un rapporto destinato alla CET-N, responsabile di questo dossier. Lo stesso aveva fatto la Commissione delle finanze della Camera del popolo (CdF-N). La CSSS-N chiedeva un aumento a tappe dell'età pensionabile, proposta che la CET-N ha bocciato per 15 voti a 9. La CdF-N auspicava invece un incremento dell'Iva, invece dei contributi salariali, progetto che la CET-N ha respinto per 21 voti a 1 e 3 astensioni.

Un progetto unico con compensazione sociale - La CET-N crede, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, che la questione dell'età pensionabile delle lavoratrici "dovrà essere disciplinata in occasione della prossima riforma dell’AVS". Quanto all'aumento dell'Iva, ciò implicherebbe una modifica della Costituzione federale e un proroga della riforma fiscale, la cui trattazione è considerata invece urgente. Scartate queste due opzioni, in seno alla CET-N ha quindi prevalo la soluzione del Consiglio degli Stati uscita dalle discussioni di giugno.

Diverse proposte volte a suddividere il progetto in due parti, ossia una inerente al finanziamento dell’AVS e una riguardante la questione fiscale, è stata bocciata per 15 voti a 10.

Per la maggioranza della CET-N è inoltre evidente che sia necessaria una compensazione sociale affinché la riforma possa essere accettata anche dal Popolo. Per questo ha respinto, con 15 voti a 10, due proposte che non prevedevano tale compensazione.

Imposizione dividendi, no proposte estreme - L'imposizione parziale dei dividendi ha suscitato discussioni controverse in seno alla CET-N. Sono tuttavia state respinte (19 voti a 5 e 19 voti a 6), le proposte di innalzare il tasso di imposizione almeno all'80%, rispettivamente al 90%, sia a livello federale sia a livello cantonale. Anche le soluzioni miranti a preservare lo status quo sono state respinte (16 voti a 8).

A tale proposito, il Consiglio degli Stati ha deciso di innalzare almeno al 50% l'imposizione cantonale dei dividendi di investitori qualificati a livello cantonale. Il Governo proponeva il 70%. A livello federale si è invece mantenuta la versione dell'esecutivo (70%).

Per quanto attiene all'aliquota cantonale sull'imposta federale diretta (IFD), la CET-N respinto (13 voti a 7 e 5 astensioni) una proposta secondo cui essa avrebbe dovuto essere ulteriormente aumentata al 22,3% entro un termine transitorio di cinque anni. Il progetto della Camera dei Cantoni prevede di portare dal 17 al 21,2% la quota parte dell'IFD versata ai Cantoni.

Le discussioni in seno alla CET-N si concluderanno il 3 di settembre. Il menù delle deliberazioni prevede l'esame riguardante la deduzione per il capitale proprio, il "patentbox", le deduzioni delle spese di ricerca e sviluppo e l'adeguamento della perequazione finanziaria. Sarà trattato anche il problema degli apporti di capitale.

Compensazione sociale - Come detto, il nuovo progetto contiene una compensazione sociale: la Camera dei Cantoni ha stabilito che ogni franco di tassazione perso in seguito al Progetto fiscale 17 a livello di Confederazione, Cantoni e Comuni venga "compensato" con un franco di finanziamento all'AVS.

Il primo pilastro dovrebbe beneficiare di 2,1 miliardi di franchi. In questo modo le casse dell'AVS potranno essere comunque rimpolpate malgrado la bocciatura da parte del popolo del progetto Previdenza per la vecchiaia 2020.

I nuovi fondi a destinazione dell'AVS sarebbero finanziati grazie a un aumento dei prelievi salariali e a un aumento dei contributi prelevati dalle casse della Confederazione e dall'IVA.

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