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GRIGIONI
28.06.2018 - 12:490
Aggiornamento : 14:00

Il Governo chiede «più trasparenza» alle imprese edili

Le oltre 40 ditte coinvolte nello scandalo dovranno compilare un'autodichiarazione supplementare per ogni appalto pubblico affinché possa essere verificata la loro ammissibilità»

COIRA - Il Governo grigionese chiederà d'ora in poi maggiore trasparenza alle oltre 40 imprese edili coinvolte nello scandalo degli appalti truccati. Per ogni appalto pubblico dovranno compilare un'autodichiarazione supplementare «affinché possa essere verificata la loro ammissibilità».

In una nota diramata oggi, l'esecutivo retico precisa che nella dichiarazione l'impresa dovrà fornire informazioni riguardo ai propri accordi conclusi nel quadro di appalti pubblici del Cantone e riguardo allo stato delle procedure della Commissione della concorrenza (COMCO) nelle quali è coinvolta.

Inoltre, le imprese edili che presentano un'offerta per un appalto pubblico devono dichiarare esplicitamente che dall'inizio delle inchieste dell'organo federale di vigilanza nell'ottobre 2012 non hanno più concluso alcun accordo anticoncorrenziale. In caso di indicazioni scorrette le imprese edili offerenti rischiano ulteriori sanzioni.

Lo scorso 26 aprile la COMCO ha inflitto una multa complessiva di 7,5 milioni di franchi a sette imprese di costruzione grigionesi, ree a suo avviso di aver manipolato per anni gli appalti nel campo del genio civile e dell'edilizia in Bassa Engadina, accordandosi sui prezzi. A detta della COMCO la somma sottratta a enti pubblici e a imprese private supererebbe ampiamente i 100 milioni.

Oltre 40 imprese indagate - La COMCO - indica la nota - aveva avviato il 30 ottobre 2012 un'inchiesta nei confronti di 17 imprese edili, della Società grigionese degli impresari-costruttori e di un numero non meglio precisato di studi d'ingegneria, procedendo anche a perquisizioni. Nel maggio 2013 ha esteso le inchieste ad altre 8 imprese e nell'autunno 2015 a ulteriori 21.

La COMCO ha poi suddiviso le indagini avviate in dieci procedure singole. Fino ad oggi, ne ha portato a termine otto. Stando alle informazioni fornite dalla COMCO, finora il Cantone è interessato da tre decisioni in veste di committente. Non sono ancora state esaminate le decisioni relative alle due inchieste "Engadin II" e "Strassenbau ganzer Kanton" ("Costruzione stradale intero cantone"), la cui emanazione è prevista per l'autunno 2018.

Chiesto accesso agli atti - Il Cantone ha chiesto alla COMCO accesso agli atti riguardanti tutte le procedure che lo riguardano in veste di autorità aggiudicatrice, in modo da poter eventualmente adire le vie legali. Berna non ha ancora risposto. Di conseguenza il Cantone non dispone di informazioni oltre a quelle di cui è venuto a conoscenza attraverso i comunicati stampa della stessa COMCO e attraverso la sua decisione "Münstertal" ("Val Monastero") pubblicata in forma abbreviata.

Le decisioni della COMCO possono essere impugnate dalle imprese interessate mediante ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) e poi ancora presso il Tribunale federale. Di conseguenza, le decisioni passate in giudicato nei confronti di tutte le imprese edili coinvolte saranno disponibili presumibilmente soltanto fra alcuni anni, rileva il Governo.

Misure prese finora - Le imprese edili condannate in via definitiva vengono ulteriormente sanzionate dal Cantone con misure previste dalla legislazione sugli appalti pubblici. Coira ha già deciso sanzioni non precisate nei confronti di un'impresa. Questa ha però presentato ricorso al Tribunale amministrativo cantonale e la causa è tuttora pendente, si legge nella nota.

Nel frattempo, oltre alla decisione riguardante le autocertificazioni, il Cantone «ha esaminato e attuato diverse misure al fine di ottimizzare le proprie procedure d'appalto e di tutelare le proprie posizioni giuridiche». Queste comprendono l'utilizzo di una lista di controllo volta a migliorare l'individuazione di accordi sugli appalti, un codice di comportamento, l'istituzione di un servizio di riferimento per segnalazioni relative ad accordi sugli appalti nonché la richiesta di dichiarazioni di rinuncia all'eccezione di prescrizioni da parte delle imprese interessate. Le misure volte a ottimizzare le procedure d'appalto sono state attuate con effetto dalla fine del 2014, precisa il comunicato.

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