Keystone
SVIZZERA
14.06.2018 - 17:190

«L'iniziativa Minder? C'è ancora da fare»

Nonostante l'accettazione da parte del popolo, l'idea di limitare i bonus non è ancora pronta a far breccia tra i parlamentari

BERNA - Il Consiglio nazionale ha riaffrontato oggi la questione delle remunerazioni abusive nel quadro della revisione del diritto della società anonima. Nonostante l'accettazione dell'iniziativa popolare di Thomas Minder, l'idea di limitare i bonus non è ancora pronta a far breccia tra i parlamentari.

La cosiddetta "iniziativa Minder" era stata accolta dal popolo nel 2013 con il 67,9% di consensi e attualmente viene applicata tramite ordinanza. La riforma sarà tuttavia meno severa rispetto al testo dell'iniziativa.

Il Consiglio federale aveva dovuto rivedere al ribasso le sue ambizioni e aveva già abbandonato la proposta di limitare i bonus dei manager. La sinistra ha tentato invano di ritornare alla carica proponendo in particolare di obbligare le società quotate in borsa a fissare nei loro statuti il rapporto tra la rimunerazione fissa e quella variabile.

Occorre evitare gli abusi che hanno spinto i cittadini svizzeri ad accettare l'iniziativa, ha sottolineato Corrado Pardini (PS/BE). Ma il Nazionale non lo ha seguito. La Camera del popolo ha pure respinto la proposta di "legare le mani" ai consigli di amministrazione imponendo un rapporto di uno a venti tra la retribuzione più alta e quella più bassa, oppure una limitazione dell'indennità variabile a un quarto dell'indennità di base.

Gratifiche per assunzione - Le società potranno peraltro continuare a concedere gratifiche per un'assunzione. Saranno vietate solo quelle che non compensano uno svantaggio finanziario.

Sarà inoltre sempre possibile prevedere un «paracadute dorato» nei contratti. Un dirigente messo in disparte potrà continuare a ricevere un salario per oltre un anno. Saranno invece vietate le indennità che derivano da un'interdizione di fare concorrenza che non sia giustificata dallo uso commerciale o che superano la remunerazione media degli ultimi tre anni.

Nonostante i tentativi della sinistra, gli azionisti potranno sempre votare anticipatamente sulle remunerazioni variabili dei quadri superiori, ma in questo caso dovranno in seguito votare a titolo consultivo sul rapporto di retribuzione. Si tratta di un'assurdità, ha deplorato Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL). Ciò condurrà alla costituzione di una riserva che stuzzica gli appetiti e finisce per essere versata, ha avvertito.

Trasparenza limitata - Il Governo ha inoltre abbandonato l'obbligo di pubblicare la rimunerazione di ogni membro della direzione. Lo schieramento rosso-verde ha chiesto invano tale trasparenza. Non saranno precisati né il rapporto tra il salario più elevato e quello più basso dell'impresa, né la quota di un importo complementare votato anticipatamente per i futuri membri della direzione.

Sarà sufficiente il nome degli interessati, ha deciso la maggioranza con 106 voti a favore contro 83, seguendo una proposta di PLR e UDC. Il Nazionale non ha nemmeno voluto che vengano pubblicate le attività esercitate dai membri di istanze dirigenti presso altre imprese. Sarebbe importante saperlo per evitare una lacuna scoperta dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza, ha sostenuto invano la ministra della giustizia Simonetta Sommaruga.

Status quo - Le disposizioni dell'ordinanza hanno dimostrato la loro bontà e non è necessario spingersi più lontano, ha giustificato Hans-Ueli Vogt (UDC/ZH). La maggior parte delle aziende vi si è conformata senza problemi. Non occorre chiedere di più e preservare un quadro liberale, gli ha fatto eco la presidente del PLR Petra Gössi (SZ).

Il giro di vite abbandonato dal Consiglio federale dopo la consultazione sarebbe stato più efficace contro gli abusi, ha criticato Leutenegger Oberholzer. Vi sono troppe società che pagano il loro direttore oltre 10 milioni di franchi o che, come Roche, gli versano venti volte di più rispetto al dipendente meno pagato.

Il Consiglio federale ha finito per attenersi il più possibile all'ordinanza, poiché è troppo presto per valutarne gli effetti, ha spiegato Simonetta Sommaruga.

Il dibattito sulla revisione del diritto della società anonima prosegue con l'esame della "vexata questio" delle quote femminile.

Commenti
 
pulp 1 sett fa su tio
Secondo me, il grosso errore che si compie di fronte a questa tematica è dettato dalla errata valutazione in termini reali sulle remunerazioni dei manager, rispetto a quelle che sono le remunerazioni della maggior parte della gente. Il problema però andrebbe inquadrato non tanto nel diminuire i bonus, ma nel contestualizzare dei "malus". Detta diversamente a me non fa ne caldo ne freddo se quel manager guadagna 20 o 30 o 50 milioni.... l'importante è che faccia bene il suo lavoro e che l'azienda che rappresenta, sia fonte di introiti per lo stato (tasse) e rispettivamente che possa crescere anche in organico (dando lavoro) in modo da permettere un benessere collettivo. Se però le cose vanno come alcuni casi del passato, dove le scelte scellerate dei manager hanno messo in ginocchio delle società (e di riflesso anche i lavoratori e le loro famiglie ecc. ecc.) beh in quel caso è il "malus" che conta - ovvero la possibilità seria e concreta di sanzionare, magari anche con la galera, questi manager. Voler semplicemente giocare al ribasso sugli stipendi è oggettivamente un po' primitivo e probabilmente solo frutto d'invidia... visto che semmai un manager che oggi guadagna 10, poi guadagnerebbe "solo" 5, ma non avrebbe comunque "malus" nel caso di grossi errori o responsabilità, pure i 5 risulterebbero di troppo.
Tato50 1 sett fa su tio
@pulp Come quella della Posta o della Raiffaisen ? ;-)) Ciao "pulp" salmonidi" nei laghetti ? ;-))
Tato50 1 sett fa su tio
@Tato50 ....Raiffeisen; bambo io ;-))
pulp 1 sett fa su tio
@Tato50 Manca il tempo (per i salmonidi). Si beh... se non altro quello di Raiffeisen qualche giorno di gattabuia l'ha fatta... ma non per la "mala gestione", ma perché è andato ben oltre da quanto appreso dalla stampa. Il caso Autopostale invece si inquadra bene in questo contesto.... adesso si è dimessa e tutti a tarallucci e vino. Non dovrebbe essere così a mio avviso. La mia visione è semplice e chiara: Un manager che dimostra il suo valore, può essere pagato e anche tanto tanto. Se però sbaglia, ci vuole una certezza della pena. Ma la stessa cosa la applicherei anche alla politica.... noi abbiamo un numero definito di consiglieri di stato o federali e tutti guadagnano lo stesso stipendio, ecco.... è giusto? Perché in realtà taluni fanno molto bene il loro lavoro e a mio avviso meriterebbero anche di più - per altri invece non si dovrebbe aspettare che comodamente decidano o meno di dare le dimissioni a fronte di scandali o altre questioni problematiche.... Però sia il buono che il gramo, guadagnano uguale e questo è purtroppo il modello comunista che in realtà alcuni sinistroidi vorrebbero applicare anche all'economia privata livellando i salari ed i bonus dei top manager. Ecco a me non piace.... preferisco mille volte un manager illuminato che guadagna molto di un altro che fa sfaceli e guadagna la metà.... anche perché quella metà è sempre 50 o 100 volte più di quello che guadagno io :-)
Tato50 1 sett fa su tio
@pulp Giustissimo quello che dici, anche se a me certe cifre fanno un po' schifo. Vada per quello dell'UBS che fa utili, ma quando vedo che quello del Credit Suisse gli viene aumentato il già lauto bonus e la Banca non è che sia andata proprio bene come la concorrenza è qui che non riesco a trovare il bandolo della matassa ;-)) Fatti due calcoli non è che te la passi male ;-))) Lo meriti solo per la simpatia e la persona corretta che sei e sono convinto che anche sul posto di lavoro il Pulp che conosco non è secondo a nessuno ;-)) Ciao boss ;-))
Equalizer 1 sett fa su tio
il titolo andrebbe corretto così: Nonostante l'accettazione da parte del popolo, l'idea di limitare i bonus non è ancora pronta a far breccia tra i parlamentari CHE LI RICEVONO!
gmogi 1 sett fa su tio
@Equalizer esatto!
Tags
iniziativa
società
consiglio
minder
rapporto
ordinanza
iniziativa minder
indennità
popolo
bonus
Copyright © 1997-2018 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - POLICY - COMPANY PAGES

Ultimo aggiornamento: 2018-06-22 13:08:47 | 91.208.130.87