Keystone
SVIZZERA
12.05.2018 - 14:060

Armi: «Niente più Far West in Svizzera»

Lo chiede il Partito Comunista, che ha stilato cinque misure per combattere il fenomeno

BERNA - Anche in seguito ai recenti episodi, il Partito Comunista si dice preoccupato per un «malsano “culto” delle armi che sta prendendo piede nella società e fra i giovani in particolare. Una società in cui sparare è considerato un divertimento come un altro deve iniziare a preoccuparci per la perdita delle propria fondamenta etiche ed educative» si legge in un comunicato diramato oggi.

Ad impensierire il Partito Comunista sono soprattutto le «dimensioni incontrollate» del fenomeno, che «mettono a repentaglio l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini», ricordando che in Svizzera circolano oltre due milioni di armi da fuoco, delle quali solo la metà figurano nei registri ufficiali.

Al di là di un serio piano di prevenzione nelle scuole e nello sport, il Partito Comunista propone l’adozione delle seguenti misure:

  • Durante il servizio militare le armi d’ordinanza devono necessariamente restare in caserma o in arsenale e mai portate a domicilio. Al termine del servizio militare le armi vanno obbligatoriamente restituite all’esercito. 
  • Chi pratica il tiro sportivo dovrà procurarsi l'arma in maniera strettamente controllata, iscrivendola in un registro federale e dovrà farlo attraverso le società di tiro. La supervisione delle autorità federali su tali società private va intensificato.
  • Va istituita il monopolio statale sui poligoni di tiro: non vogliamo far west privati nel nostro Paese!
  • Va allestito di un registro federale delle armi, per garantire un controllo più capillare e meno frammentato delle armi in circolazione e con esso introdotto l'obbligo di annunciare tutti i dispositivi ancora non registrati.
  • Va introdotta la prova di necessità e delle capacità per detenere ogni arma da fuoco.
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