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BERNA
29.03.2018 - 12:060

Iniziativa sui giudici stranieri: «In Germania è già la prassi»

Lo sostiene Valentin Landmann, ex docente di diritto a San Gallo ed ex procuratore

BERNA - L'iniziativa per l'autodeterminazione dell'UDC statuisce semplicemente quello che anche in Germania è già prassi, in base a quanto deciso il 15 dicembre 2015 dalla Corte costituzionale tedesca: lo sostiene Valentin Landmann, ex docente di diritto a San Gallo ed ex procuratore.

In un articolo intitolato "Imparare la democrazia dalla Germania" pubblicato sulla Weltwoche il giurista analizza la sentenza di principio decisa dal Bundesverfassungsgericht (BVerfG).

I giudici - riferisce Landmann - sono giunti alla conclusione che i trattati internazionali che non contengono diritto internazionale cogente (diritti umani fondamentali, per esempio divieto di genocidio, schiavitù, tortura, apartheid) devono ottenere l'approvazione degli organi legislativi nazionali e sono al livello di legge. Rimangono quindi chiaramente sotto alla costituzione. E le nuove leggi che contraddicono le convenzioni internazionali non sono da considerare anticostituzionali.

Sempre stando a Landmann il BVerfG ha stabilito una chiara gerarchia: le regole generali del diritto internazionale hanno rango intermedio, sopra quello delle leggi semplici ma sotto la costituzione. Vige inoltre il principio democratico: il legislatore successivo può sempre cambiare una legge. Non si può quindi imporre un blocco ad emendamenti futuri attraverso un trattato internazionale.

Inoltre la corte tedesca ha stabilito che un atto giuridico contrario al diritto internazionale può avere effetto in una giurisdizione nazionale. Il diritto internazionale dà infatti agli stati la facoltà di determinare quali siano le conseguenze interne nel caso di una collisione fra una legge e una convenzione internazionale.

Secondo Landmann non ha senso quindi affermare che l'iniziativa popolare "il diritto svizzero anziché giudici stranieri" - depositata nel 2016 dall'UDC - renderebbe la Confederazione un partner inaffidabile a livello internazionale: la Germania è infatti ritenuto uno stato su cui fare affidamento. Lo stesso approccio della Germania è inoltre praticato anche dalla gran parte delle nazioni europee: per non parlare poi degli Stati Uniti, per cui la Costituzione è in ogni caso "il bene supremo", commenta lo specialista.

Di diverso avviso si sono mostrati finora sia il Consiglio federale che il Consiglio degli stati. A loro avviso l'iniziativa minerebbe la stabilità del paese e avrebbe conseguenze negative sia per la politica estera elvetica, sia per la piazza economica.
 
 

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