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BERNA
13.03.2018 - 07:410
Aggiornamento : 12:40

Sicurezza delle informazioni al Nazionale, giudici stranieri agli Stati

Troppi dubbi sul tavolo della Camera bassa. La maggioranza della commissione preparatoria propone di non entrare in materia

BERNA - La seduta odierna del Consiglio nazionale sarà quasi interamente dedicata all'esame della nuova legge sulla sicurezza delle informazioni. La maggioranza della commissione preparatoria propone di non entrare in materia: troppi sono ancora i dubbi.

In un primo tempo, la Commissione della politica di sicurezza del Nazionale (CPS-N) era entrata in materia sul relativo disegno di legge, ma aveva incaricato il Dipartimento della difesa (DDPS) di fornirle una valutazione più precisa riguardo alle ripercussioni finanziarie e sul personale.

Dopo aver preso atto di questi ragguagli aggiuntivi, la maggioranza della CPS-N è giunta alla conclusione che la legge porterebbe all'istituzione di un apparato di protezione delle informazioni troppo costoso, voluminoso e complesso, capace di sottrarsi al controllo del Parlamento, e va pertanto bocciata.

Una minoranza oggi si batterà per l'entrata in materia poiché ritiene che necessario intervenire per migliorare la sicurezza delle informazioni nell'ambito di competenza della Confederazione. Le attuali disposizioni sono infatti ritenute lacunose.

Nel caso in cui il Nazionale decidesse di non entrare in materia, il progetto ritornerebbe al Consiglio degli Stati, che dal canto suo ha già approvato il disegno di legge senza voti contrari.

Il Consiglio degli Stati (08.15-13.00) si occuperà invece dell'iniziativa "Per l'autodeterminazione" (detta anche "Contro i giudici stranieri"). La maggioranza della commissione preparatoria propone di bocciarla senza opporgli alcun controprogetto.

Depositata il 12 agosto 2016, l'iniziativa proposta dall'UDC chiede che la Costituzione federale prevalga sul diritto internazionale. Prevede inoltre l'obbligo per le autorità di denunciare, se necessario, i trattati internazionali che contraddicono la Costituzione.

Inserire invece nella Costituzione una norma generale che sancisca esplicitamente il suo primato costituirebbe un segnale che metterebbe in pericolo la reputazione di Berna quale partner affidabile nelle relazioni giuridiche fra Stati, sostiene la commissione che ricorda come il diritto internazionale non è "straniero": la Confederazione è infatti tenuta a conformarvisi soltanto se ne ha approvato le normative.

Una minoranza vorrebbe vorrebbe contrapporre all'iniziativa un controprogetto diretto. Un'altra minoranza propone di accettare l'iniziativa.

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