Keystone
BERNA
07.03.2018 - 12:220

La Svizzera contribuirà al Fondo europeo per la sicurezza interna

Il Fondo intende contribuire a migliorare la protezione delle frontiere esterne e a impedire l'entrata illegale nello spazio Schengen

BERNA - La Svizzera contribuirà al Fondo europeo per la sicurezza interna (ISF Frontiere) con un importo pari a 20,6 milioni di franchi all'anno. Lo deciso oggi il Consiglio nazionale ratificando, con 107 voti contro 74 e 9 astenuti, l'accordo concluso con l'Ue concernente le modalità di partecipazione elvetiche. L'oggetto è ora pronto per le votazioni finali.

L'ISF (Internal Security Fund) è un fondo di solidarietà per il periodo 2014-2020, istituito in favore degli Stati Schengen particolarmente sollecitati, ossia gravati da permanenti costi elevati per la protezione delle frontiere esterne a causa di confini terrestri e marittimi estesi o di importanti aeroporti internazionali.

Il Fondo ha un budget di 3,8 miliardi di euro per sette anni ed è composto di due strumenti, ISF Frontiere (2,76 miliardi) e ISF-Polizia (1 miliardo circa), ha ricordato Jean-Paul Gschwind (PPD/JU) a nome della commissione. A ISF Frontiere partecipano tutti gli Stati Ue (salvo Gran Bretagna e Irlanda) cui si aggiungono i quattro Paesi extra Ue associati a Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).

Il Fondo intende contribuire a migliorare la protezione delle frontiere esterne e a impedire l'entrata illegale nello spazio Schengen. Secondo il governo, anche la Svizzera trae profitto da queste misure volte a migliorare la sicurezza. Per i sette anni della durata del Fondo, oltre a versare un contributo annuo, riceverà in totale circa 20 milioni di franchi per finanziare misure nazionali, ha precisato Gschwind.

La Svizzera - ha ricordato il giurassiano - è tenuta ad aderire all'ISF, pena l'esclusione dallo spazio Schengen. Le conseguenze sarebbero gravi: il numero di richiedenti asilo aumenterebbe del 40%, senza contare le ripercussioni per il turismo, ha sostenuto Gschwind. I visitatori provenienti da Paesi extra-Ue avrebbero infatti bisogno di un visto specifico per la Svizzera. «È semplicemente impensabile», ha aggiunto Beat Flach (PVL/AG).

I Verdi hanno tentato invano di bocciare l'accordo sostenendo che il Fondo contribuirà a rafforzare la cosiddetta "fortezza Europa". Siamo vivendo una grave crisi umanitaria, i soldi impiegati per la sorveglianza e la repressione potrebbero essere meglio utilizzati per esempio per creare rotte sicure per i migranti, ha sottolineato Lisa Mazzone (Verdi/GE) ricordando che 3000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo lo scorso anno.

Anche l'UDC ha espresso scetticismo, ma per altri motivi: il progetto in discussione non contiene nessuna misura concreta per proteggere le frontiere di Schengen. Non sarà quindi possibile fermare l'immigrazione illegale, ha sostenuto Adrian Amstutz (UDC/BE) che si è anche lamentato per il continuo aumento dei costi legati allo sviluppo dell'acquis di Schengen.

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