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BERNA
12.01.2018 - 06:310
Aggiornamento : 12:42

Verso le elezioni federali 2019: Udc e Verdi liberali in crescita, il Ppd precipita

A poco meno di due anni dal voto, per tre partiti il trend si presenta chiaro, rivela il sondaggio di Tamedia

BERNA - Chi avrebbe vinto se le elezioni federali avessero avuto luogo il weekend scorso? E chi avrebbe invece dovuto a spiegare il perché di un’amara sconfitta?

A queste domande risponde il primo sondaggio elettorale di Tamedia, cui hanno preso parte 20mila persone e che scatta una fotografia dello stato di forma dei partiti a metà legislatura. Grandi rivoluzioni - come quella che in Francia ha visto Emmanuel Macron ottenere la maggioranza assoluta all’Assemblea Nazionale con il suo movimento “En Marche !” - non c’è da aspettarsele nel sistema svizzero. Per tre partiti, però, si delinea un chiaro trend.

Ppd sotto il 10% - Nel Ppd, il nuovo presidente Gerhard Pfister non è ancora riuscito a invertire la spirale negativa in cui il partito si trova: nel sondaggio i democristiani scendono infatti sotto la soglia del 10% e si assestano un 9,1%. Una flessione del 2,5% rispetto alla consultazione del 2015.

Verdi liberali "vincitori" - A raccogliere i consensi persi e rivelarsi il grande vincitore di questo “mid-term” è un altro partito di centro: i Verdi liberali. Rispetto alle elezioni del 2015 la formazione ha infatti guadagnato l’1,5% dei consensi raggiungendo il 6,1%. Alle ultime elezioni federali, i Verdi liberali avevano perso lo 0,8% e quasi la metà dei seggi al Nazionale.

Inarrestabile UDC - Dopo la sua vittoria elettorale di due anni fa, l’UDC continua a crescere: il partito guadagna infatti un altro 1,4%, conquistando attualmente il 30,8% degli elettori. Rimangono invece sul posto PLR, PS, PBD e Verdi, che non registrano cambiamenti significativi nel proprio elettorato.

«Stimoli, non divieti» - Il presidente dei Verdi liberali, Jürg Grossen, si dice soddisfatto del risultato intermedio: «Mi fa piacere constatare che si sta andando nella direzione giusta. Molti giovani si identificano con i valori dei verdi liberali». Secondo Grossen la tendenza si spiega con il fatto che i temi ambientali sono ancora all’ordine del giorno, nonostante di questi tempi gli Stati Uniti vogliano rinunciare agli accordi sul clima. «A differenza dei verdi della sinistra, noi cerchiamo di risolvere i problemi fornendo degli stimoli. Non proponendo anti-economici divieti. E nelle questioni sociali, siamo una forza progressiva: questo ci distingue dal PPD».

«Solo un'istantanea, ci basta confermarci» - Frena l'entusiasmo però il presidente dell'Udc Albert Rösti: «Il sondaggio è solo un'istantanea. Se riusciremo a bissare il successo del 2015 per noi sarà già un grande successo». Questo non significa che una crescita non sia possibile e, soprattutto, benvoluta: «È il desiderio di ogni presidente di partito», continua Rösti, «se ci confermiamo in Svizzera tedesca e miglioriamo in Svizzera orientale, direi che si può anche fare».

Le tensioni con l'Ue aiutano - Secondo lui questo aumento di consensi è figlio dei conflitti più o meno aperti con Bruxelles: «Noi abbiamo affrontato la questione europea a fronte unito e senza mai scendere a compromessi. In questo senso la visita di Juncker, con tutto quello che ne è derivato per la Svizzera, ha probabilmente aperto gli occhi a diversi su come l'Ue considera la Svizzera...».

«In Ticino la Lega frena l'Udc» - Dell'influsso positivo per l'Udc delle tensioni con l'Europa è convinto anche il politologo dell'Università di Lucerna Nenad Stojanovic che però non crede che il partito possa davvero crescere così tanto: «In Romandia e in Ticino i partiti di destra - come Mcg e Lega - stanno rallentando la crescita dell'Udc. Inoltre Guy Parmelin sta un po' deludendo e, diversamente da quanto in molti si aspettavano, non sta facendo da traino i consensi fra i francofoni»

Sono 20'422 le persone provenienti da tutta la Svizzera che il 4 e il 5 gennaio scorsi hanno preso parte al sondaggio elettorale Tamedia. Un sondaggio condotto in collaborazione con la LeeWas GmbH dei politologi Lucas Leemann e Fabio Wasserfallen. I dati sono stati ponderati sulla base di variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine d'errore è di 1,2 punti percentuali. Più info su tamedia.ch/sondage


 

Commenti
 
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aquila bianca 3 anni fa su tio
Alle prossime elezioni voterò per Alì Babà, almeno sono sicura che i Ladroni saranno solo 40... ;o)

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