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08.11.2017 - 17:470
Aggiornamento : 19:21

Si ai nuovi aerei da combattimento

Prevista una spesa massima di otto miliardi di franchi. Dal 2021 il budget dell'esercito dovrebbe aumentare annualmente dell'1,4%

BERNA - Un spesa massima di otto miliardi di franchi per nuovi aerei da combattimento e un nuovo sistema di difesa terra-aria. Il Consiglio federale ha deciso oggi di muoversi in questo senso nello scottante dossier che riguarda il rinnovo dei mezzi delle Forze aeree. Dal 2021 il budget dell'esercito dovrebbe aumentare annualmente dell'1,4%.

Il governo ha incaricato il Dipartimento federale della difesa (DDPS) di studiare, entro febbraio 2018, possibili varianti concrete di intervento.

Gli attuali mezzi, ha spiegato il consigliere federale Guy Parmelin ai giornalisti a Berna, a medio termine avranno raggiunto il limite dei loro anni di utilizzo. I trenta F/A-18 possono essere impiegati ancora fino al 2030, mentre i 53 caccia F-5 Tiger non sono già più adeguati per veri interventi, anche se 26 volano regolarmente.

Dal canto suo, il sistema di difesa terra-aria avrà fatto il suo corso al più tardi nel 2025.

«Non abbiamo parlato del numero di velivoli o di quali sistemi utilizzare, oggi il governo ha solamente fissato i termini entro i quali muoversi. Ora il DDPS dovrà decidere come agire nel dettaglio», ha specificato Parmelin.

«Non sappiamo cosa ci riserva il futuro e per questo è importante continuare a investire nell'esercito. La protezione della popolazione può funzionare solo se tutti i sistemi coinvolti funzionano e ciò vale anche per jet moderni e all'avanguardia», ha continuato ancora il ministro.

La situazione non è ideale, poiché un po' tutto sta giungendo «a scadenza» simultaneamente, ha detto Parmelin. Droni ed elicotteri da combattimento non sono sufficienti a sostituire gli aerei e non è possibile prolungare ulteriormente la vita degli F/A-18. Per tutte queste ragioni, il governo vede come necessario un investimento, che con otto miliardi viene considerato «ragionevole».

Non certo il voto popolare - L'acquisto dei Gripen era stato oggetto di votazione popolare, mentre in questo caso non è ancora chiaro se i cittadini si esprimeranno. Esistono infatti varie alternative sul come procedere: con una decisione programmatica, con la revisione della legge militare, per via ordinaria tramite il messaggio sull'esercito e altro ancora.

Importanza verrà ad ogni modo data anche alla trasparenza delle varie tappe. Il governo vuole che i fornitori esteri debbano compensare il 100% del valore di un contratto con incarichi affidati all'industria elvetica. Un registro mostrerà quali imprese elvetiche avranno ricevuto mandati oltre i 100'000 franchi.

Dopo un eventuale referendum, il governo stima che sarà in grado di fare la sua scelta sui velivoli presumibilmente nel 2020. I primi aerei dovrebbero essere consegnati nel 2025. L'acquisto del sistema terra-aria si svolgerà parallelamente.

Altri investimenti - Oltre ai mezzi delle Forze aeree, altri investimenti saranno necessari nei prossimi decenni, in particolare per rimpiazzare il sistema d'armamento delle truppe al suolo, anche questo ormai ai limiti delle sue capacità. In totale, serviranno fra i 15 e i 16 miliardi di franchi fra il 2023 e il 2032. Con l'attuale budget di 5 miliardi all'anno, l'esercito può investire un miliardo nel programma d'armamento.

Il governo vuole quindi aumentare la possibilità di spesa, in modo da garantire gli investimenti necessari. Il budget beneficerà di un tasso di crescita annua di circa l'1,4%. Le spese di funzionamento delle forze armate dovranno inoltre essere stabilizzate, in modo da poter utilizzare per la crescita tutti i mezzi a disposizione.

Accese discussioni - Il dossier è scottante e complesso. Nelle scorse settimane alcuni partiti si sono già espressi sul tema. L'UDC, per bocca del consigliere nazionale bernese Adrian Amstutz, ha affermato di essere a favore dell'acquisto di 55 o almeno 40 nuovi aerei da combattimento, per una spesa fino a 9 miliardi.

La seconda alternativa, sostengono i democentristi, sarebbe tuttavia sostenibile solo con un valido sistema di difesa terra-aria.

Il PS si è invece opposto all'acquisto immediato di nuovi aerei da combattimento. Il partito valuta che sia possibile prolungare la durata di utilizzo degli F/A-18 «ampiamente al di là del 2030».

Secondo i socialisti, otto velivoli sono sufficienti per assicurare la polizia aerea. In caso di crisi maggiore, lo spazio aereo svizzero deve essere posto in sicurezza in cooperazione con i Paesi vicini.

Il tema è poi stato già oggetto di votazione popolare non molto tempo fa. A maggio del 2014, il 53,4% dei votanti ha rifiutato l'acquisto di 22 aerei da combattimento svedesi Gripen per 3,126 miliardi di franchi.

Niente cambiali in bianco - Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) è pronto a chiamare in causa il popolo per opporsi ai progetti del Consiglio federale relativi all'acquisto di un nuovo velivolo da combattimento. L'organizzazione esige che il governo presenti una decisione contro cui sia possibile lanciare il referendum.

Senza procedere a una valutazione preliminare di quanti e di quali aerei da combattimento la Svizzera abbia effettivamente bisogno, il Consiglio federale propone alla carlona un budget miliardario, scrive GSsE in un comunicato odierno.

Secondo l'associazione la cifra esorbitante di 8 miliardi di franchi è un affronto nei confronti dei votanti, che nel maggio 2014 aveva respinto alle urne l'acquisto dei Gripen, per un valore di 3,1 miliardi.

Il segretario del GSsE Lewin Lempert si dice indignato. «Il Consiglio federale intende dare al Dipartimento della difesa un assegno miliardario in bianco senza nemmeno sapere cosa farà con i soldi», afferma Lempert, citato nella nota. «Concedere un credito di miliardi senza imporre vincoli a un dipartimento che fa riparare vecchi camion al doppio del prezzo di acquisto è segno di negligenza e rappresenta una schiaffo in faccia ai contribuenti onesti.»

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