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14.09.2017 - 07:400
Aggiornamento : 10:54

Iniziativa "No Billag": dibattito fiume al Nazionale

La commissione preparatoria propone di bocciare l'iniziativa. Già bocciata la proposta di un controprogetto indiretto

BERNA - È iniziato da oltre due ore al Consiglio nazionale il dibattito fiume dedicato alla Società svizzera di radiotelevisione (SSR). In ballo c'è la soppressione sic et simpliciter del canone radio-tv, come chiesto dall'iniziativa popolare "No Billag". L'UDC, con il sostegno degli ambienti economici, tenterà di tagliare della metà i soldi destinati all'azienda di servizio pubblico.

La decisione non cadrà però entro il primo pomeriggio di oggi visto che ben 69 oratori si succederanno alla tribuna. L'Ufficio del Nazionale ha già previsto una seduta open-end per il lunedì dell'ultima settimana della sessione autunnale, al fine di permettere a tutti i parlamentari annunciatisi di prendere la parola.

Presto una votazione - L'esito della votazione popolare, che potrebbe tenersi già la prossima primavera, solleva numerosi timori tra i difensori della SSR. Il "sì" di misura alla riforma del canone radio-tv nel giugno del 2015 ha fatto trapelare un certo malumore in seno alla popolazione.

Il canone ammonta attualmente a 451,10 franchi per economia domestica. Con la sua generalizzazione entro il 2019, la fattura dovrebbe diminuire a 400 franchi, mentre le imprese il cui fatturato supera i 500'000 franchi annui, sborseranno tra 400 e 39'000 franchi.

Nel 2015, il canone ha fruttato 1,35 miliardi di franchi (al di fuori dell'IVA). Complessivamente la parte destinata alla SSR è stata di 1,235 miliardi, il resto è stato attribuito alle 34 radio e tv locali e private.

Controprogetto - L'iniziativa popolare "Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag") - che prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive - priverebbe il servizio pubblico di questa somma. Quale alternativa, una minoranza di destra propone di limitare il canone a 200 franchi per economia domestica ed esentarne le aziende. Questo controprogetto diretto sarà sottoposto al popolo quale controproposta all'iniziativa, o da solo se quest'ultima fosse ritirata.

La SSR non è stata creata per diffondere serie televisive americane, ciò che può essere fatto anche da emittenti private. Deve concentrarsi sul servizio pubblico stricto sensu, ha affermato Gregor Rutz (UDC/ZH). Il suo collega di partito Adrian Amstutz (UDC/BE) ha dal canto suo denunciato un quasi-monopolio di Stato con un'offerta uniforme che impedisce alla concorrenza privata di esistere.

Commissione: no ad iniziativa e a controprogetto - La commissione preparatoria - con 16 voti contro 8 e 1 astenuto - propone di bocciare l'iniziativa e - con 14 voti contro 11 - di respingere la proposta di presentare un controprogetto indiretto, volto a fissare nella legge sulla radiotelevisione un tetto massimo per la partecipazione della SSR ai proventi del canone pari a 1,1 miliardi.

La sinistra, il PPD e diversi parlamentari di centro-destra, romandi in particolare, non vogliono lanciarsi in un'operazione di smantellamento della SSR e del servizio pubblico radiotelevisivo. «Le conseguenze finanziarie sarebbero catastrofiche e la SSR dovrebbe chiudere numerose sedi a scapito delle regioni periferiche», ha sottolineato Martin Candinas (PPD/GR).

Diversità culturale e linguistica - La libera concorrenza tra i media promossa dagli iniziativisti non convince il popolare-democratico grigionese. A suo avviso, il paesaggio audiovisivo elvetico sarebbe alla mercé dei media stranieri. «La diversità culturale e linguistica è in gioco», gli ha fatto eco Viola Amherd (PPD/VS).

Dal canto suo, Edith Graf (PS/TG) ha dichiarato che si corre il rischio che i telespettatori paghino un conto salto per vedere le trasmissioni. Secondo il suo collega di partito Jacques-André Maire (PS/NE), migliaia di impieghi sarebbero in pericolo con un taglio del canone.

Confronto franco e aperto - Primo fra i parlamentari ticinesi che hanno finora preso la parola, il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI) - pur invitando il plenum a respingere l'iniziativa e il controprogetto diretto - non ha nascosto «un malcelato disagio che si respira a sud delle Alpi, emerso peraltro in modo chiaro in occasione della votazione sul referendum contro la revisione della legge federale sulla radiotelevisione avvenuta nel 2015».

Il popolare democratico ticinese ha auspicato un «confronto franco e aperto, abbandonando i toni a volte autoreferenziali che spesso caratterizzano ancora l'atteggiamento della nostra emittente regionale».

Toni cominciano a salire - Intanto i toni hanno cominciato a salire, lasciando presagire una campagna feroce in vista del voto sull'iniziativa. Rispondendo al collega socialista Maire, il consigliere nazionale Jean-François Rime (UDC/FR), che è pure presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ha dichiarato che non tutti i titolari di un'azienda che sostengono l'iniziativa sono da considerarsi estremisti.

Prima della votazione, entro la fine dell'anno, il governo dovrebbe presentare un nuovo progetto della concessione rilasciata alla SSR. Dovrebbe inoltre sottoporre in consultazione una nuova legge sui media elettronici durante la primavera del 2018.

Commenti
 
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Liola 3 anni fa su tio
Sinceramente ma chi guida dietro le quinte "La Billag"??? Mi piacerebbe che fossero presentati ai cittadini che devono pagare!!! Considerate" le cadreghe" dei nostri politici...vuoi vedere che ci sarebbe qualche sorpresa???
nordico 3 anni fa su tio
Pur essendo dell'avviso che in una piccola realtà come la nostra è necessario avere un ente radio-tv in grado di fornirci le "nostre" info locali per non farci sommergere dalle nazioni vicine, vi sono limiti di spesa che sono i limiti consigliati dal buon senso, e 450 fr. travalicano questo limite. Anche il numero degli addetti ai lavori è ampiamente ridondante, 1600 persone per due programmi radio e due televisivi (oltre agli esterni su chiamata) è decisamente sovradimensionato. Un dimezzamento del canone contribuirebbe a rimettere il treno sui giusti binari.
Bandito976 3 anni fa su tio
Paghi la Billag e inoltre la swisscom per vedere le cavolate di programmi che non servono a niente. Abbiamo solo 2 canali in italiano e dobbiamo pagare 2 volte. Un po' come la cassa malati. É ora di svegliarsi e non pagare piú certe inutilitá.
pontsort 3 anni fa su tio
@Bandito976 Se sei interessato solo alla rsi, quella di troppo é la swisscom. La swisscom serve per avere anche gli altri canali. L'unica cosa illogica é che la rts 2 e la srf2 non sono trsmesse tramite antenna, anche se in fondo quei canali trasmettono soprattutto sport come sul secondo canale della rsi
mats13 3 anni fa su tio
In generale apprezzo la RSI per cui non sarei d'accordo di trovarmi un'emittente nazionale azzoppata; sarebbe sufficiente paragonare la durata di un film trasmesso sulla RSI e ad es. su canale 5; nel primo caso il film dura 1.30 mentre che da Mediaset dura dalle 2.5 alle 3 ore tanto è infarcito di pubblicità. Vero è che la SSR si trova in difficoltà con l'acquisizione di programmi sportivi attraenti per cui, a mio giudizio, un progressivo abbandono di queste trasmissioni sarà inevitabile nei prossimi anni e conseguentemente un abbassamento del canone (fr. 200. come descritto nell'articolo) si imporrebbe.
drrex 3 anni fa su tio
Bisogna innanzittutto far chiarezza. Si parla dell'abolizione della Billag AG o del canone tout-court? Il titolo dell'iniziativa è di per se fuorviante.
pontsort 3 anni fa su tio
@drrex Esatto, titolo dell'iniziativa fuorviante. Dal testo proposto: La Costituzione federale1 è modificata come segue: Art. 93 cpv. 2–6 2 Ex cpv. 3 3 La Confederazione mette periodicamente all'asta concessioni per la radio e la televisione. 4 La Confederazione non sovvenziona alcuna emittente radiofonica o televisiva. Può remunerare la diffusione di comunicazioni ufficiali urgenti. 5 La Confederazione o terzi da essa incaricati non possono riscuotere canoni. 6 In tempo di pace la Confederazione non gestisce emittenti radiofoniche e televisive proprie.
pontsort 3 anni fa su tio
@pontsort Poi bello il punto 6, vuol dire che se per caso scoppia una guerra é la confederazione vuole gestire una radio deve partire da 0. E questo viene dagli stessi che sono contro l'eliminazione dell'esercito (lo sono pure io) perchè si deve sempre essere pronti....
Tato50 3 anni fa su tio
@pontsort Ma la Billag è una Società incaricata di riscuotere il canone per la SSR; ancora per poco perché la passeranno ad un'altra Società che farà l'identico lavoro . L'hanno chiamata"No Billag" per comodidà ma in concreto è l'abolizione del canone.
pontsort 3 anni fa su tio
@Tato50 Appunto, ma no billag fa pensare che si vuole eliminare il metodo di riscossione e non il canone. Sarebbe stato più corretto dire no canone, o no ssr
Tato50 3 anni fa su tio
@pontsort Infatti il "titolo" della votazione è fuorviante e scommetto che, a dipendenza del risultato, qualcuno farà ricorso perché, indipendentemente dalle motivazioni che saranno fornite, qui si parla di eliminare una Società che si occupa esclusivamente di incassare per conto terzi. Tra l'altro, in un nuovo concorso indetto, dall'inizio del 2019 il canone radiotelevisivo per le economie domestiche sarà riscosso da una nuova società, la Serafe con sede a Fehraltorf nel canton Zurigo che ha fatto un'offerta di 54 milioni in meno per fare il medesimo lavoro. Se passa il NO questa Società dovrà essere rimborsata per decine di milioni a causa degli investimenti fatti per gestire la riscossione del Canone. Quindi di canoni ne pagheremo, senza saperlo, per almeno una decina di anni.
87 3 anni fa su tio
In famiglia nessuno di noi guarda la televisione in diretta. Guardiamo unicamente dvd acquistati o noleggiati, su cui sono già state applicate le tasse sui diritti d'autore. Non ci interessano i programmi televisivi, sono sempre più spesso spazzatura, che siano esteri o nostrani le differenze sono minime. Non ha senso che noi dobbiamo pagare un canone radiotelevisivo. Gli impiegati/operai dei datori di lavoro, devono produrre e non svagarsi davanti a televisioni e radio. Che senso ha quindi che anche i datori di lavoro debbano pagare il canone radiotelevisivo? Billag impiega 250 dipendenti, non specificano le percentuali di lavoro. 50'000 fr annui a dipendente, fanno 12'500'000.- fr (dodici milioni e cinquecentomila franchi) di soli salari, a cui aggiungere: gli oneri sociali pagati dal datore di lavoro, i costi degli affitti/ipoteche e gestione varie degli uffici (elettricità, acqua, acquisto materiali, ecc.). Di quanto mi viene riscosso, solo una parte viene distribuita a SSR e a radio e tv private. Facendo una stima di quanto scritto sopra, il 2% del mio canone va a finire a Billag. Sul totale di 1.35 miliardi (al di fuori dell'IVA), significa 27 milioni. Billag, forse aveva senso di esistere quando il massimo della tecnologia negli uffici era il fax. Oggi nell'era dove tutto è digitalizzato, un computer in Ticino è alla stessa distanza comunicativa di Zurigo, Basilea o Estero, non ha senso mantenere un ufficio che spreca risorse. I vari distributori di servizi radio-televisivi, potrebbero tranquillamente inserire il canone radiotelevisivo nella fattura dei loro servizi, e periodicamente girare tali importi alla confederazione, che potrebbe esentare parte delle imposte alle varie radio e tv. Oppure ancora più semplice e non genera costi ai fornitori di servizi, la confederazione inserisce il canone radiotelevisivo nell'Imposta Federale diretta. Le soluzioni anti-Billag sono possibili, l'unica pecca sarà che rimangono a piedi 250 dipendenti (e non so quanto mi dispiace per loro), ma sono sicuro che buona parte saranno reimpiegati in qualche modo e altri che andranno in pensionamento anticipato.
lo spiaggiato 3 anni fa su tio
@87 Se non guardi la televisione allora vendila!... Ti compri un monitor, gli colleghi il tuo bel dvd e non paghi il canone... :-))))
pontsort 3 anni fa su tio
@87 Condivido il tuo discorso per quanto riguarda l'inutilità del metodo di riscossione tramite billag un po meno sulla ssr. Sarebbe molto più semplice integrarne la riscossione nelle imposte federali, o tramite altri metodi che non necessitano l'utilizzo di strutture di riscossione inutili. Il punto é che l'iniziativa, benché si chiami no billag, in realtà vuole l'eliminazione della ssr. Infatti quello che chiede veramente é l'eliminazione del canone e di qualsiasi finanziamento federale. Ciò significa che una televisione se non vuole diventare a pagamento, deve sopravvivere solo tramite pubblicità o tramite il buon cuore di qualche magnate (la vedo dura in svizzera e ancor meno in ticino). Quindi mi sembra ovvio che l'effetto di questa iniziativa sarebbe far sparire le tv svizzere e avere a disposizione solo quelle estere. Per quel che riguarda il fatto che tu non guardi la tv, ti faccio solo presente che tio prende molte notizie dal sito della rsi, e anche quello fa parte dell'offerta pubblica. Visto poi che gli iniziativisti dicono che si dovrebbe lasciare il mercato ai privati, praticamente vogliono facilitare l'entrata in campo di tv a pagamento che facciano fare guadagni ai privati e un assaggio di come funziona bene questo sistema si é visto recentemente con la guerra tra upc e swisscom, una con l'esclusiva hockey l'altra calcio. Così se vuoi vedere entrambi devi fare abbonamenti con entrambi...
Tato50 3 anni fa su tio
@87 Il termine di riscossione del Canone tramite la Billag è in scadenza e per il medesimo lavoro, su concorso, è stato assegnato a un'altra Società. Quindi avremo 250 dipendenti in disoccupazione a meno che qualcuno voglia trasferirsi presso quella che si è aggiudicata l'appalto. Se passa l'abolizione del Canone non avranno nemmeno il problema di spostarsi.
cacos 3 anni fa su tio
@Tato50 e se cambiano il nome ma poi sono sempre gli stessi personaggi dietro, fanno un po di pulizia si aumentano gli stipendi e via da capo. a pensar male ci si azzecca , a volte o no
Tato50 3 anni fa su tio
@cacos Infatti; se leggi il mio Post di ieri a "ponsort" scritto alle 13.52, mi sa che chi prende il posto della Billag, avendo fatto un'offerta nella gara d'appalto inferiore di 54 milioni, vuol dire che buona parte di quello che paghiamo va nelle tasche di chi ci invia le fatture. Basta guardare certe cifre ;-)
87 3 anni fa su tio
@pontsort Come ho detto, i fornitori di servizi o l'Imposta Federale diretta (come abbiamo detto entrambi) possono riscuotere il canone. Se poi tio sfrutta RSI, non mi cambia nulla, se non le impaginazioni differenti. Sarebbe RSI che dovrebbe riscuotere a tio i propri diritti. Sono d'accordo nel pagare un canone (al contrario dell'esclusione totale), ma che sia in linea con i miei consumi, pagare 400 fr all'anno per una cosa che non uso, è una "Corazzata Potëmkin". Allora a questo punto, per assurdo, egoisticamente esigo che mi venga finanziato annualmente un corso di dialetto svervegese, o di qualsiasi altra cosa che nessuno utilizza tranne me (ripeto, trattasi di tesi assurda, non servono commenti su questo). Dopotutto io devo finanziare l'egoismo della pretesa di svago altrui. Se io metto in piedi un'azienda, qualsiasi essa sia, sono io che devo arrangiarmi a mantenere, con i miei mezzi, e senza dipendere dallo Stato. Sono quindi le Tv che devono organizzarsi qualcosa, vendere il loro prodotto in modo funzionale. Se questo significa mettere pubblicità, che lo facciano, o che riducano i propri costi. Nella guerra UPC e Swisscom, trovo l'esclusione della seconda un gesto scorretto. L'anno scorso era UPC a piangere che voleva i diritti di trasmissione, e (se non ricordo male) Swisscom li ha concessi (non so a quale prezzo). P.S. Personalmente ho smesso di guardare tv (e ascoltare la radio), proprio a causa delle troppe pubblicità in parallelo al canone. Sembra impossibile, ma si riesce a vivere anche senza tv. Basta un mesetto di astinenza, e della tv non ti manca nulla. Anzi. Piccolo aneddoto: c'è stato un periodo che stavo guardando a casa dei dvd di una serie tv, una sera sono andato a trovare degli amici, che avevano la tv accesa e trasmettevano un episodio che avevo visto da poco. Ebbene, ho notato che le scene di quell'episodio, in tv trasmessa in diretta, si muoveva con una fluenza più rapida e innaturale rispetto al dvd.
87 3 anni fa su tio
@lo spiaggiato Il solo fatto di avere uno smartphone o un pc è un pretesto per imporre il canone radiotelevisivo. Non importa se connessi o meno. Di fatto uso un pc in disuso (troppo vecchio per supportare i software attuali, migliorarne le prestazioni non ne vale la pena), collegato ad una televisione che difetta sui tempi di accensione (almeno c'è il telecomando per il volume :-) ). La mia è una soluzione molto low-cost (va bene, "forse" troppo low-cost), ma non mi piace vedere buttare cose che possono funzionare con un po' di manualità. Ci guadagno in meno spesa, e con un passatempo.
Sarà 3 anni fa su tio
@87 Devi smontare anche l'autoradio!
lo spiaggiato 3 anni fa su tio
@87 Insomma mi sembrano arrampicate sui vetri le tue... vuoi la moglie piena e la botte ubriaca... Eppaga sto canone! :-))))))
Monello 3 anni fa su tio
...sono troppo prepotenti ....io voterei per abolizione di Billag ..!!

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