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08.12.2016 - 11:110
Aggiornamento : 12:26

Bocciata la legge sul tabacco: «Troppe restrizioni sulla pubblicità»

Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha deciso di rinviare al Governo il disegno di legge: gli ambienti sanitari lo hanno giudicato troppo timoroso, l'industria troppo invasivo

BERNA -

Il pari del Consiglio degli Stati, anche al Consiglio nazionale non piacciono le restrizioni alla pubblicità per il tabacco proposte dal Consiglio federale. Con 101 voti a 75 e 14 astensioni, la Camera del popolo ha deciso oggi di rinviare al Governo il disegno di legge che le propone. L'Esecutivo dovrà presentare un nuovo progetto.

Il disegno di nuova Legge sui prodotti del tabacco (LPTab) era già stato aspramente contestato nella consultazione che ha preceduto il messaggio alle Camere: ambienti sanitari, in particolare la Lega contro il cancro e la Lega polmonare, lo hanno giudicato troppo timoroso, l'industria invece troppo invasivo.

A nulla sono valsi oggi gli appelli provenienti in particolare dal campo rosso-verde, come anche dal Consigliere federale Alain Berset. Una maggioranza di destra è riuscita nel far rinviare il dossier al Consiglio federale, sostenendo che l'esteso divieto per la pubblicità nei giornali e nei media elettronici rappresenta un'eccessiva ingerenza dello Stato nell'ordine economico liberale che caratterizza la Svizzera.

Per Raymond Clottu (UDC/NE), l'intera legge è impregnata di spirito paternalista che non tiene conto della responsabilità individuale in una società libera. Il deputato ha inoltre contestato la relazione tra tabagismo e pubblicità.

Un tesi, quest'ultima, contestata da coloro che non volevano il rinvio. Secondo il ministro della sanità Alain Berset, le grandi multinazionali del tabacco aggirano l'attuale divieto di pubblicità diretta ai giovani piazzando le proprie réclame nelle pagine "people" dei giornali gratuiti, una sezione tanto amata dai ragazzi.

Per Berset, spalleggiato dalla consigliera nazionale Marina Carobbio (PS/TI), un giro di vite per la pubblicità è necessario per proteggere i giovani. La metà dei fumatori ha incominciato prima dei 18 anni, hanno sostenuto all'unisono.

Sia Berset che Carobbio hanno poi invitato il plenum a riflettere sui danni causati dal fumo: 9500 decessi l'anno per costi sanitari pari a 1,7 miliardi di franchi, senza contare le ricadute negative per l'economia - stimate in 4 miliardi di franchi l'anno - dovute alle giornate di lavoro perse.

Il Consigliere federale ha sottolineato che la legge sul tabacco proposta dal Governo rimane ancora tra le più liberali d'Europa, se non la più liberale. Il ministro friburghese ha chiesto invano alla camera di non rifiutare la discussione, ma di affrontare il testo di legge e, se necessario, di emendarlo laddove non piaccia. "Un rinvio - ha sostenuto - ci farà perdere del tempo prezioso, almeno due anni", ha puntualizzato invano.

Col rinvio deciso oggi, il Consiglio federale dovrà quindi rimettersi al lavoro daccapo tenendo conto di alcuni suggerimenti forniti dal Parlamento. Si tratta di aspetti della legge non contestati.

La futura normativa dovrà, per esempio, includere l'autorizzazione del commercio di sigarette elettroniche con nicotina, attualmente vietato, nonché il divieto di consegnare campioni gratuiti e di vendere prodotti del tabacco in tutta la Svizzera a minori di 18 anni.

 

 

Commenti
 
volavola 3 anni fa su tio
+ costi della salute = + consumi interni = + PIL = possibilità di pagare l'interesse sul debito pubblico
sedelin 3 anni fa su tio
la lobbi del tabacco fa incassare fior di quattrini allo stato (che se ne frega della salute dei cittadini), semplice!
Nicklugano 3 anni fa su tio
@sedelin Concordo: ti dicono che devi smettere di fumare e pregano che tu non lo faccia, altrettanto vale per l'alcool.
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