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SVIZZERA / GERMANIA
19.10.2020 - 10:120

Fallimenti aziendali in netto calo

Sulla scia dei provvedimenti di sostegno all'economia insolvenze al -21%. In Germania si temono le "aziende zombie".

ZURIGO - La crisi del coronavirus continua a non avere un impatto negativo sul numero dei fallimenti aziendali, che si confermano addirittura in netto calo in virtù dei provvedimenti adottati per contrastare l'epidemia. 

Stando alle indicazioni odierne della società d'informazioni economiche Bisnode D&B, nei primi nove mesi dell'anno le imprese che hanno dovuto chiudere per insolvenza sono state 2'760, il 21% in meno dello stesso periodo del 2019.

In Ticino (-28% a 217) e nei Grigioni (-42% a 34) la contrazione è stata ancora più marcata. Solo in quattro cantoni si registra un aumento: si tratta di realtà di secondo piano quali Appenzello Interno, Turgovia, Sciaffusa e Nidvaldo. Zurigo segna -15%, Basilea Città -27%, Ginevra -29%.

Per quanto riguarda i settori, le aziende più a rischio bancarotta sono quelle che lavorano nei rami del legno, della costruzione, della ristorazione, dell'artigianato e della logistica. È invece meno probabile che abbia a che fare con funzionari dell'ufficio esecuzioni chi opera nei campi dei servizi sociali e sanitari.

Ai fallimenti per insolvenza vanno poi aggiunti quelli per lacune nell'organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni): il numero complessivo nei nove mesi in esame sale così a 4156 (-16%) a livello svizzero, a 445 in Ticino (-30%) e a 60 nei Grigioni (-47%).

Per il solo mese di settembre si registra nell'insieme del paese una flessione sia delle insolvenze (-16% a 381), sia dei fallimenti totali (pure -16% a 520). Relativamente a questo mese Bisnode non ha pubblicato dati disaggregati regionali.

Se vi sono aziende che chiudono, altre aprono i battenti: le nuove iscrizioni a livello svizzero sono state 33'573 nei primi nove mesi (+2%). Il Ticino mostra però un calo nella creazione di nuove aziende: il loro numero si è attestato a 1'489, con una contrazione del 13% su base annua. Il cantone sudalpino sembra perdere dinamismo sotto questo aspetto: si trova ora al nono posto nella graduatoria dei cantoni, lasciando sul terreno alcune posizioni rispetto al passato. I Grigioni ricalcano sostanzialmente il dato nazionale (+3% a 713).

Per il solo mese di settembre le nuove iscrizioni a livello svizzero si sono attestate a 3'791 (+18%). Anche in questo ambito non vi sono dati regionali.

In Germania aumentano le "aziende zombie" - Confrontati a una stagnazione simile delle insolvenze, gli economisti tedeschi temono che nella crisi del coronavirus il numero di "aziende zombie" «tenderà ad aumentare». Tra gli economisti intervistati dall'istituto Ifo, il 66% condivide questa preoccupazione.

«Alcune delle misure di aiuto dello Stato hanno purtroppo effetti collaterali indesiderati», afferma Niklas Potrafke, direttore del Centro ifo per le finanze pubbliche e l'economia politica. «Servono a prolungare artificialmente la vita delle aziende che non hanno un modello di business convincente», aggiunge.

L'86% degli intervistati vede un rischio di aziende zombie come risultato della rinuncia all'obbligo di dichiarazione di fallimento in caso di insolvenza. Tuttavia, dal 1° ottobre questa regola speciale ha cessato di essere applicata. Secondo il 50% degli intervistati, l'indennità di lavoro ridotto è un'altra misura a sostegno delle imprese zombie. Questo è anche il rischio che il 32% percepisce con i prestiti statali alle imprese tramite il Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW).

Il 64% degli intervistati si aspetta che il numero di fallimenti tenda ad aumentare quando gli aiuti economici statali cesseranno. Un ulteriore 32% prevedere addirittura un «forte aumento» del numero di fallimenti. L'economista Oliver Landmann ha aggiunto che sarebbe prematuro interrompere gli aiuti ora, ma che una lenta e prevedibile riduzione degli aiuti invierebbe un segnale efficace.

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